Colleferro, nella Valle del Sacco bonifiche ferme e scarsi controlli/ VIDEO

l'associazione scrive a Alessandro Bratti, presidente Commissione parlamentare inchiesta

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Colleferro, nella Valle del Sacco bonifiche ferme e scarsi controlli/ VIDEO

A dieci anni dall’istituzione del Sito di interesse nazionale le attività di bonifica sono praticamente ferme e in molti casi non è stata effettuata nemmeno la messa in sicurezza delle aree, a fronte di un inquinamento grave e diffuso non solo nell’area industriale ma lungo il corso d’acqua e nei terreni circostanti. Siamo nella Valle del Sacco, tra la provincia di Roma e quella di Frosinone. Un perimetro che riguarda i territori di diversi comuni: da Colleferro a Supino. Per un totale di oltre 117mila ettari inquinati.


Proprio la gravità e la rilevanza della situazione aveva portato la Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, nella legislatura precedente all’attuale, a inserire la valle del Sacco nella relazione approvata nel dicembre 2012 sulle Bonifiche dei siti contaminati in Italia: “I ritardi nell’attuazione degli interventi e i profili di illegalità”, eppure, a distanza di tre anni dall’approvazione del documento, le criticità rimangono praticamente le stesse.

Per questo motivo, Legambiente si è rivolta ad Alessandro Bratti, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, con una lettera dove segnala, punto per punto, i ritardi e le inefficienze che hanno condannato quest’area ad una pressoché immobile situazione di criticità: dall’insensato passaggio di competenza dal ministero dell’Ambiente alla Regione (decreto ministeriale 11.01.2013), alla mancata perimetrazione dell’area, dall’assenza del registro dei tumori della provincia di Frosinone ai mancati controlli degli scarichi abusivi nel fiume e ai problemi del depuratore inter-consortile della piana industriale di Anagni.

“Alla luce di quanto espresso – hanno dichiarato nella lettera il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza e il presidente regionale dell’associazione Roberto Scacchi, chiediamo che la Valle del Sacco diventi una vertenza di rilevanza nazionale e che venga rimessa al centro dei lavori della Commissione con una indagine ad hoc per rilevare le questioni ancora aperte e le criticità presenti, attraverso una attività di analisi e di interlocuzione e consultazione dei diversi attori istituzionali e non che vivono e operano su quel territorio. Legambiente darà il suo contributo di idee e proposte”.



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