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Risorse per le bioplastiche, da Corepla 3 mln di euro in 2 anni

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Risorse per le bioplastiche, da Corepla 3 mln di euro in 2 anni /Video

Favorire e migliorare la gestione ambientale degli imballaggi in plastica biodegradabili e compostabili. E' questo l'obiettivo dell'accordo di programma promosso da Corepla, Conai, Assobioplastiche e il Consorzio Italiano Compostatori (Cic). L'accordo, valido due anni, vede Corepla investire una somma sino a 1 milione e 500 mila euro annui per: supportare i Comuni nei programmi di inclusione degli imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile nei servizi di raccolta differenziata dei rifiuti organici; definire piani di comunicazione per la valorizzazione ed il corretto sviluppo dei sistemi di raccolta e trattamento di questo tipo di imballaggi nella frazione organica.


E ancora: sensibilizzare i cittadini, le istituzioni e le imprese verso la miglior gestione degli imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile nell’ottica di un consumo sostenibile delle risorse; supportare l’attività di monitoraggio, ricerca e sperimentazione nella filiera del riciclo organico, anche in relazione alle diverse soluzioni impiantistiche esistenti e al maggior conferimento di imballaggi in plastica biodegradabili e compostabili e implementare l’attività di ricerca universitaria istituendo e finanziando specifici progetti di ricerca.

I cardini della corretta gestione dei rifiuti e dell’economia sono "recupero, riciclo e riuso" afferma il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti sottolineando che "il nostro Paese può contare su eccellenze in materia di recupero di imballaggi e questo protocollo ne è una ulteriore prova: il segnale che stiamo spostando sempre più in alto l’asticella della qualità e della consapevolezza in questo campo. Oggi però in Italia abbiamo ancora troppi rifiuti che finiscono in discarica. Superare questo limite nella nostra gestione ambientale è un impegno del Governo".

Giorgio Quagliuolo, presidente del Consorzio Corepla ricorda che "è nella natura della plastica essere multiforme. Ma è il fine vita a fare la differenza. Negli anni, Corepla ha ottenuto performance di rilievo nella raccolta e riciclo degli imballaggi in plastica 'tradizionali'. Con questo accordo andiamo ad aggiungere un importante e innovativo strumento. A favore del cittadino, dell’amministrazione pubblica e delle imprese per una vera e fattiva cultura del riciclo in un’economia sempre più circolare”.

Si tratta "di un accordo che si inserisce pienamente nelle attività di promozione della raccolta differenziata di qualità perseguite da Conai/Corepla", sottolinea il presidente di Conai Roberto De Santis. "Migliora la qualità di alcune frazioni di rifiuti di imballaggio in plastica riducendo il contenuto delle plastiche biodegradabili compostabili - spiega - Prevede la possibilità di favorire attività di ricerca nel settore per rendere progressivamente migliori prestazioni e riciclabilità".

L'accordo piace anche al Consorzio Italiano Compostatori che qualche tempo fa aveva denunciato le problematiche legate al riciclo delle bioplastiche . Secondo il Cic, infatti, non tutti gli impianti sono strutturati per ricevere tutte le tipologie di manufatti compostabili. "Siamo molto soddisfatti per la firma di questo accordo. Il risultato che raggiungiamo oggi non è che l'inizio di un nuovo percorso virtuoso relativo ad una tematica di grande attualità quale il destino valorizzato delle bioplastiche e la riduzione del conferimento dei materiali non conformi al 'sistema compostaggio'" commenta Alessandro Canovai, presidente del Consorzio Italiano Compostatori. 

Secondo Canovai, "la ricerca di soluzioni sempre più efficaci per il corretto trattamento di materiali bio, nell'ottica di una filosofia di miglioramento continuo dei processi e delle performance complessive della filiera della frazione organica, è l'unica via percorribile per la migliore tutela dell'Ambiente”. "Grazie all’accordo con Corepla, avremo a disposizione risorse importanti per educare tutti gli stakeholder sul rispetto della normativa italiana che vieta la commercializzazione dei sacchi per l’asporto merci non biodegradabili e compostabili" afferma Marco Versari, presidente di Assobioplastiche.

"Come evidenziato dalla società di ricerca  Plastic Consult - aggiunge Versari - oltre la metà dei prodotti commercializzati sono infatti ancora fuori legge, con un rilevante danno per la filiera industriale e per gli operatori commerciali. L’accordo permetterà quindi di fare informazione sulla corretta differenziazione tra rifiuto plastico e bioplastiche, in considerazione del ruolo fondamentale che queste ultime rivestono nella raccolta della frazione organica dei rifiuti. I rifiuti alimentari rappresentano infatti il flusso più importante di rifiuti generati in Ue e le bioplastiche conformi allo standard EN 13432 si sono rivelate strategiche per assicurare raccolta e trattamento della frazione organica più efficienti ed efficaci”.



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