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Selex contro il ministero dell'Ambiente, su Sistri fa ricorso al Tar

RISORSE
Selex contro il ministero dell'Ambiente, su Sistri fa ricorso al Tar

La Selex Es, società del gruppo Finmeccanica che, attraverso la controllata Selex Se.Ma gestisce il Sistri, il Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, ha fatto ricorso al Tar del Lazio contro il ministero dell’Ambiente. Secondo quanto apprende l’Adnkronos, il ricorso, presentato il 4 agosto, contesta la legittimità di requisire il sistema realizzato dalla Selex Se.Ma, società attualmente in liquidazione, senza il previo esborso, a favore di quest’ultima, del valore dell’investimento sostenuto in quasi sei anni di attività e non recuperato.


Secondo quanto si legge nel ricorso, infatti, “per la realizzazione e gestione del Sistri, il ministero, a fronte di un corrispettivo pari (secondo le assunzioni a base della concessione) a circa 336 milioni di euro, che avrebbe dovuto pagare in cinque anni a partire dalla sottoscrizione del contratto (2009-2014), ha finora corrisposto a Se.Ma in tutto 46,1 milioni di euro (dei quali 21,9 milioni solo a fine dicembre 2014) e ciò, pur avendo Se.Ma sempre dato piena e regolare esecuzione alle proprie obbligazioni contrattuali”.

“Peraltro, una serie di norme intervenute in costanza di esecuzione del rapporto ne hanno fortemente condizionato l’attuazione sul piano economico-finanziario, senza che il ministero abbia mai dato seguito alle ripetute richieste dell’odierna ricorrente di provvedere, ai sensi della legge e del contratto, al suo riequilibrio". (Segue)

L’inadempimento del ministero ha dunque portato “la società a una situazione di insostenibile asfissia finanziaria, cui ha fatto seguito la liquidazione ex art. 2447 c.c., deliberata in data 10 marzo 2015". Per questo “il 2 aprile 2015, Se.Ma ha citato il ministero innanzi al Tribunale di Roma per inadempimento contrattuale, chiedendone la condanna al pagamento di 186.605.714 euro, iva inclusa, oltre i danni".

Arriva poi il bando indetto dalla Consip, per conto del ministero, per la selezione del nuovo affidatario del Sistri. Il bando, si legge nel ricorso, "individua i diversi servizi operativi oggetto della concessione ed i relativi servizi strumentali. Per quanto interessa, tra questi è prevista la ‘Presa in carico e gestione del sistema attualmente operativo’, senza alcuna regolamentazione delle condizioni economiche del subentro”. (segue)

Tale circostanza "ha generato nella società il sospetto che il Mattm/Consip abbia inteso disporre, mettendola a gara, dell’infrastruttura realizzata e gestita da Se.Ma. senza la previa corresponsione, a favore della stessa, del valore dell’investimento che non risulta allo stato ‘recuperato’".

Al giudice, dunque, viene chiesto di accertare la situazione ossia che, nelle condizioni di contesto descritte, l’infrastruttura non si trasferirà automaticamente al ministero dell’Ambiente alla data del 31 dicembre 2015, con conseguente illegittimità dei provvedimenti impugnati.

L’udienza è fissata per il 2 dicembre ma non sembra che avrà effetti sui tempi della gara. Nell’ambito del ricorso, infatti, non è stata chiesta alcuna sospensione cautelare e dalla Consip riferiscono che le procedure di gara vanno avanti secondo i tempi concordati con il ministero dell’Ambiente.



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