Cerca

Rara cicogna bianca uccisa da bracconieri, la Lipu chiede il Daspo

Lipu Rende, un Daspo per la caccia nelle zone in cui si verificano gravi atti di bracconaggio

RISORSE
Rara cicogna bianca uccisa da bracconieri, la Lipu chiede il Daspo

Specie migratoria a lungo raggio, va a svernare oltre il deserto del Sahara. E monogama: le coppie che si formano restano insieme per tutta la vita, migrano insieme o si ricongiungono lungo le rotte. Ma c’è una cicogna, attesa in Calabria in questo mese di febbraio, che di ritorno dall’Africa non troverà il suo compagno, ucciso da un bracconiere che non si è fatto scrupolo di sparare a una specie rara e superprotetta come la cicogna bianca.


E’ successo nella valle tra i comuni di Luzzi, Lattarico e Torano dove l’esemplare 'svernante' (sono quegli individui, pochissimi, che svernano in Italia e a inizio febbraio occupano il nido in attesa del compagno, ma oltre il 90% della specie migra a lungo raggio e riprende il viaggio a metà mese) è stato trovato morto, colpito e ucciso da un colpo di fucile da caccia, su uno dei nidi artificiali che i volontari della Lipu di Rende hanno installato a partire dal 2003 sui tralicci o pali dell’Enel che collabora al progetto “Cicogna Bianca Calabria”.

E siccome questa specie fedele sceglie anche sempre lo stesso nido, si può ipotizzare che l’esemplare sia stato ucciso in quella che considerava la sua casa calabrese, o che sia andato a morire lì dopo essere stato colpito. E che a quel nido stia tornando una seconda cicogna che, però, non troverà nessuno ad aspettarla. Quello in cui è stato ritrovato il corpo della cicogna “è un nido storico, ha ospitato la prima nidificazione di cicogna bianca della Calabria e probabilmente è stato occupato dalla stessa coppia sin dal 2009”, spiega all’AdnKronos Roberto Santopaolo della Lipu di Rende.

E’ qui che il corpo della cicogna è stato recuperato il 1 febbraio dagli uomini dell’Enel (che hanno dovuto letteralmente scalare il traliccio, alto circa 28 metri); le analisi successive, che sono prassi trattandosi di un animale selvatico e specie protetta, hanno confermato la causa della morte: pallini da caccia in varie parti del corpo. Ma perché sparare a una cicogna? “Per gusto. Non è la prima volta che i bracconieri prendono di mira specie protette e rare. I nostri centri recupero ospitano continuamente falchi, aironi… - racconta Santopaolo - Una cosa che fa rabbia per come l’essere umano può compiere questi atti, senza rispetto né per la vita né per chi, come noi, lavora per salvare questa specie”.

“Come Lipu chiederemo il Daspo anche per la caccia, cioè il divieto di attività venatoria nella zona in cui è avvenuto l’atto di bracconaggio - continua - Abbiamo avviato una campagna di raccolta firme per chiedere al parlamento una legge nazionale in base alla quale la caccia venga interdetta anche per anni laddove si verifichino atti gravi di bracconaggio”.

Dal 2003 il progetto Cicogna Bianca Calabria punta a favorire il ritorno della cicogna attraverso nidi artificiali, piattaforme di legno installate sui tralicci dell’Enel. Perché tralicci e non i tradizionali comignoli? "Perché in Calabria le poche nidificazioni avvenute in passato, sono avvenute proprio sui tralicci e quindi per noi è stata una scelta obbligata anche se complicata, perché per realizzare il nido artificiale l’Enel deve mettere prima in sicurezza il traliccio o il palo, procedere con l’isolamento, consultare le condizioni meteorologiche…”

Comunque, grazie al lavoro dei volontari della Lipu locale e dell’Enel, e in assenza di finanziamenti, oggi sono 80 i nidi artificiali in Calabria (soprattutto nella provincia di Cosenza, dalla Piana di Sibari alla Valle del Crati e Valle dell’Esaro, o nella Valle del Neto in provincia di Crotone e nella Piana di Lamezia in provincia di Catanzaro) e 22 le coppie nidificanti che li hanno scelti. Un bel risultato visto che la cicogna bianca ha lasciato l’Italia da oltre 500 anni; poi, negli anni ‘70 ha iniziato a colonizzare Piemonte e Lombardia, passando sempre per la Calabria di ritorno dall’Africa, ma senza mai fermarsi a nidificare.

“Abbiamo pensato che fosse per mancanza di luoghi adatti a costruire un nido e così abbiamo pensato di offrire loro una casa”, spiega Santopaolo. E oggi, dopo le due regioni del nord, la Calabria è quella dell’Italia continentale più importante per la nidificazione della cicogna bianca. Poi c’è la Sicilia che ad oggi ospita una settantina di coppie.



RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.