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A scuola con mascherine usa e getta, pericolo per l'ambiente e ciclo rifiuti

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A scuola con mascherine usa e getta, pericolo per l'ambiente e ciclo rifiuti

Studenti in aula con la mascherina chirurgica. L'indicazione arriva dal Comitato tecnico scientifico per un rientro tra i banchi di scuola in sicurezza. Si parla di 11 milioni di mascherine al giorno che arriveranno gratis nei nostri istituti. Una decisione che ha fatto storcere il naso, e non poco, a chi pensa all'impatto ambientale di questi dispositivi.


LE REAZIONI - Non utilizza mezzi termini, Stefano Vignaroli, presidente della Commissione Ecomafie, secondo cui "la scelta di dare agli studenti mascherine monouso è sbagliata su tutta la linea e va rivista. Con 11 milioni di mascherine chirurgiche al giorno per gli studenti, le scuole sforneranno quotidianamente 44 tonnellate di rifiuti da incenerire".

La commissione Ecomafia aveva stimato in 100mila tonnellate da metà a fine 2020 il dato medio della produzione di rifiuti collegata all’utilizzo di mascherine monouso; "a cui adesso però vanno aggiunte le mascherine provenienti dalle scuole” spiega Vignaroli.

"Proteggere la salute dei ragazzi è sacrosanto" aggiunge Vignaroli secondo cui lo stesso obiettivo "si può ottenere con le mascherine di comunità, evitando una enorme mole di usa e getta che va ad appesantire il nostro sistema impiantistico per il trattamento dei rifiuti e non è certo educativo per i ragazzi, ai quali invece la scuola dovrebbe dare il buon esempio anche sul fronte della difesa dell’ambiente".

Anche per il presidente della Fondazione Univerde, Alfonso Pecoraro Scanio “l’utilizzo dell’usa e getta amplificato nelle scuole è altamente diseducativo e rischia di innescare anche fenomeni speculativi, moltiplicando sia i costi economici che ambientali”. Secondo Pecoraro Scanio “è ovvio che la sicurezza sanitaria deve essere messa al primo posto ma ci sono moltissimi prodotti certificati e validati da un punto di vista sanitario che sono riutilizzabili e riciclabili”.

Sulla stessa linea il presidente di Legambiente, Stefano Ciafani, secondo cui la scelte delle mascherine chirurgiche "non ha senso da un punto di vista sanitario visto che fino ad oggi è stata data la possibilità di utilizzare quelle di comunità".

L'APPELLO - Adesso, spiega Ciafani, "ci sono in circolazione mascherine riutilizzabili certificate dal ministero della Salute che sono uguali alle mascherine chirurgiche usa e getta. Al Cts e al commissario Arcuri, dunque, chiediamo di non fornire 11 milioni al giorno di mascherine monouso ma fornire 11 milioni di mascherine riutilizzabili certificate fornendo agli studenti tutte le informazioni su come lavare e stirare questi dispositivi".

Secondo Ciafani, il rischio che si sta correndo "è di fare lo stesso disastro che si sta facendo con i banchi monoposto per i quali non ci risulta sia stata fatta una valutazione ambientale, avviando a riciclo i vecchi banchi e garantendo forniture di nuovi banchi fatti un primis da banchi riciclati. Dopo questo pasticcio evitiamo di farne un altro".

Il governo, aggiunge Ciafani, "continua a dare messaggi contradditori: il ministero dell'Ambiente fa la campagna per promuovere le riutilizzabili, quello della Salute le certifica mentre il ministero dell'Istruzione, attraverso il Cts e il commissario Arcuri, spinge su quelle monouso".

Senza contare, aggiunge Ciafani, che "ci sono tante aziende italiane che hanno riconvertito le proprie produzioni per le mascherine certificate; hanno fatto investimenti e noi che facciamo? Andiamo a comprare quelle usa e getta chissà da dove". Il governo, conclude Ciafani, "faccia una scelta coerente".

LA RISPOSTA DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE - "Siamo in contatto con il ministero dell'Istruzione e in attesa di sapere se l'utilizzo della mascherina chirurgica usa e getta sarà un obbligo o una raccomandazione, consapevoli che c'è la necessità di far usare agli studenti prodotti certificati". E' quanto apprende l'Adnkronos dal ministero dell'Ambiente che chiede "siano ammesse anche quelle riutilizzabili certificate".

Intanto , il ministero guidato da Sergio Costa ricorda a tutti gli studenti di smaltire correttamente i dispositivi di sicurezza che vanno conferiti nell'indifferenziata.

di Loredana Errico



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