Alla scoperta della frutta urbana: tanta, sana e a km zero

dalle ciliegie alle arance amare, Linaria mappa gli alberi da frutto cittadini

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Alla scoperta della frutta urbana: tanta, sana e a km zero

Nespole, arance, mandarini e limoni che in questo periodo maturano in grande quantità; in arrivo le ciliegie e poi fichi, mele, pere, cachi, melograni e addirittura banane. La città è un grande frutteto diffuso da riscoprire e utilizzare perché offre in maniera spontanea e gratuita alimenti sani, non trattati e a km zero, troppo spesso destinati a marcire sui marciapiedi e nei giardini. E se negli Stati Uniti e in Inghilterra questo tesoro è stato da tempo valorizzato e sfruttato, in Italia si comincia adesso anche grazie al progetto "Frutta urbana" lanciato dall'associazione Linaria, iniziativa di mappatura, raccolta e distribuzione della frutta che cresce nei nostri quartieri.


Il progetto è partito da Roma, utilizzata come città pilota (e presto potrebbe arrivare a Milano, la città dei cachi): qui la mappatura effettuata ha rilevato quartieri particolarmente ricchi di alberi da frutta come il Villaggio Olimpico, i ciliegi di Trastevere e Monteverde, i capperi di San Giovanni, e poi l'Eur, Villa Pamphili e Villa Glori, le arance amare delle Terme di Diocleziano (ottime per le marmellate) più una trentina di nespoli carichi di frutti proprio in questi giorni.

In maniera volontaria, l'associazione non profit Linaria, seguendo il calendario della raccolta recupera questi frutti dagli alberi urbani distribuiti un po' ovunque tra cortili, giardini e parchi, per distribuirli gratuitamente a mense sociali e banchi alimentari, dove la frutta fresca spesso fatica ad arrivare. “Il progetto ‘Frutta Urbana’ agisce quindi su tre fronti - spiega all’Adnkronos Michela Pasquali, fondatrice dell’associazione e ideatrice del progetto - alimentazione e sicurezza alimentare, perché la frutta che si acquista al supermercato è trattata, spesso raccolta ancora acerba e arriva da lontano, mentre quella che cresce in città è biologica, a km zero e matura sulla pianta; è un progetto sociale, perché distribuiamo la frutta a chi non può acquistarla e lavoriamo per creare frutteti urbani condivisi; infine è un progetto dal valore ambientale perché la frutta e gli alberi di città raccontano una storia di biodiversità”. Certo non sarà trattata, ma la qualità dell’aria che respiriamo in città qualche dubbio sulla salubrità della frutta urbana la solleva. “Sulla frutta che cresce in città si depositano le famigerate polveri sottili che sono costituite da metalli pesanti che, però, non entrano nella frutta ma restano sulla superficie - assicura Pasquali - Quindi per consumarla in sicurezza basta lavarla bene o sbucciarla”.

La mappatura degli alberi da frutta di Roma è disponibile sul sito del progetto www.fruttaurbana.org. Progetto in cerca di volontari, di ‘braccia’ disposte a raccogliere questa grande quantità di frutta perché non vada sprecata. Per chi volesse mettersi in gioco basta contattare l’associazione Linaria (www.linariarete.org) che per farsi conoscere partecipa quest’anno al Festival del Verde e del Paesaggio all’Auditorium Parco della Musica, dove organizza laboratori per scuole e degustazioni di frutta urbana.



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