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Metalli pesanti e radicali liberi, 'ripulire' l'organismo con la zeolite

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Metalli pesanti e radicali liberi, 'ripulire' l'organismo con la zeolite

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Una pietra dal potere disintossicante e antiossidante. E' la zeolite, minerale vulcanico, precisamente una lava, che grazie alla sua struttura è in grado di assorbire sostanze dannose che 'inquinano' il nostro organismo.


Ma di cosa si tratta esattamente? Stefano Manna, chimico farmaceutico e formatore, spiega all'Adnkronos le proprietà di questo minerale e, in particolare, quelle della zeolite clinoptilolite. "Di zeoliti ne esistono circa 100 tipi diversi di cui quasi la metà di origine naturale, il resto di sintesi. Tra quelle naturali, la zeolite clinoptilolite è la più usata e studiata", dice. Ma come funziona questa sostanza? "Somministrata per via orale non viene assorbita e cede ioni sodio, potassio, calcio e magnesio nell'intestino legando, al loro posto, tossine, radicali liberi, composti ammonici e metalli tossici presenti nell'organismo, come cadmio, piombo, nichel, mercurio, che vengono allontanati a livello intestinale. Anche gli atomi di ossigeno presenti nei canali interni svolgono una funzione importante perché bloccano con legami di chelazione composti costituiti da tossine di origine endogena (prodotte dall'organismo) o esogena (provenienti dall'esterno), ioni ammonio, metalli pesanti e radicali liberi".

Il risultato è un'azione disintossicante e antiossidante: "La zeolite clinoptilolite manifesta una notevole attività disintossicante nei confronti di metalli pesanti, responsabili di allergie e intossicazioni, ione ammonio e composti amminici che possono accumularsi nell'organismo a causa della bassa funzionalità del fegato o a seguito dell'assunzione di un eccesso di proteine. Inoltre ha una potente azione antiossidante grazie alla sua capacità di legare i radicali liberi con il vantaggio, rispetto agli antiossidanti più comuni quali le vitamine, di agire solo a livello intestinale senza interagire con gli equilibri fisiologici".

La zeolite, spiega Manna, "può essere assunta in capsule o polvere in sospensione acquosa. Non viene assorbita per via sistemica e non ha controindicazioni per cui può essere assunta da chiunque. All'inizio della terapia è consigliabile partire con dosaggi bassi, una capsula al giorno o la relativa quantità in polvere, e salire gradualmente nel dosaggio per evitare ripercussioni sulla normale motilità intestinale, eventualità comunque molto rara". "Può essere acquistata in erboristerie, parafarmacie e farmacie e deve essere registrata come dispositivo medico a uso orale. Per accertarsi della correttezza del prodotto in vendita, sulla confezione deve essere riportato non solo il marchio CE ma anche il relativo numero di registrazione", dice.

Manna lavora con la zeolite da 15 anni e in questo arco di tempo ha potuto registrare un "trend di consumo in continua crescita". "Alcuni naturopati usano la zeolite" nello loro terapie naturali, spiega all'Adnkronos Maria Victoria Tuan. "Anche se io personalmente l'ho provata e per quanto mi riguarda ha un effetto forte sul sistema nervoso - dice la naturopata vegana - Eventualmente meglio partire con dosi basse per poi salire perché persone molto sensibili potrebbero avere reazioni di tipo nervoso o accusare stanchezza, nausea e mal di testa. Quindi, come ogni cura chelante, va fatta in maniera molto graduale e considerando il soggetto in questione".

Manna osserva, da parte sua, che "è corretto partire con dosi basse a salire": le possibili ripercussioni che si possono verificare all'inizio, spiega, "non sono, però, a livello nervoso" ma "effetti collaterali dovuti all'eliminazione di tossicità".



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