Colazione sempre più bio

I dati Nomisma sul mercato del bio in Italia, presentati in occasione di Marca 2019

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Colazione sempre più bio

(Fotolia)

Cambia la colazione degli italiani: la svolta è sempre più naturale e sostenibile. A rivelarlo è AssoBio sui dati Nomisma relativi al mercato del bio in Italia: i consumatori nel 2018 hanno speso di più per i prodotti biologici da destinare alla prima colazione. Una scelta che rispecchia il trend del Paese: le vendite dell’intero comparto bio superano i 3,5 miliardi di euro, con una crescita dell’8%.


In questo quadro, l’attenzione a una prima colazione sempre più improntata al benessere si legge nella top ten dei prodotti bio più venduti, con categorie molto rappresentate e al di sopra della media del food&beverage. Nell'ordine: uova, confetture, gallette di cereali soffiati, bevande sostitutive del latte, latte fresco, pasta di semola, olio evo, yogurt intero, verdura IV gamma, biscotti.

Tutti i numeri del mercato italiano del bio saranno presentati a Marca, il Salone Internazionale sui prodotti a Marca del Distributore, nell’ambito del convegno 'Tutti assieme appassionatamente. Come gestire una linea biologica e vivere felici', che si terrà il 17 gennaio alle 14.30 nella Gallery Padiglioni 25-26 della Fiera, dall’associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici AssoBio sui dati rilevati da Nomisma.

Le rilevazioni di Nomisma incrociano i dati delle vendite realizzate nella grande distribuzione e nel canale specializzato (di cui si conferma l’assoluto rilievo, anche se lo studio è prevalentemente dedicato alla Gdo) in tutta Italia e forniscono un quadro della costante crescita del settore biologico evidenziando come i trend di acquisto riflettono un cambiamento delle abitudini dei consumatori.

La fiducia sempre maggiore per il biologico da parte degli italiani è sottolineata dal continuo incremento degli acquisiti; quelli nella grande distribuzione rappresentano circa il 45% del totale, con un tasso di crescita del 14%. A rimanere trainanti sono supermercati e ipermercati, dove chi acquista bio lo fa per comodità (33%), convenienza (13%) e assortimento (12%). Lo studio mette in evidenza che la marca del distributore (Mdd) costituisce ormai un vero e proprio brand, rappresentando da sola il 41% delle vendite nella Gdo (+11%).

Dai dati si evince inoltre una progressiva attenzione nei confronti di un’alimentazione non solo sana ma anche eco-sostenibile: il 52% acquista biologico alla ricerca di maggiori benefici sulla salute o per consiglio del medico, il 47% ritiene che il marchio bio sia garanzia di maggiore sicurezza e qualità dei prodotti, il 26% motiva l’acquisto con l’attenzione alla salvaguardia dell’ambiente. Contano poi l’origine italiana delle materie prime (58%), la qualità degli ingredienti (54%) e il metodo di produzione (46%) nel suo complesso.



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