Il Toyota Rav4 si rilancia nel segno dell'ibrido e dell'off-road

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Il Toyota Rav4 si rilancia nel segno dell'ibrido e dell'off-road

Dopo avere ‘inventato’ nel 1994 la formula Suv, oggi – con più di 8 milioni e mezzo di unità vendute – Toyota propone la quinta generazione del Rav4 cercando una sintesi fra le nuove esigenze di mobilità compatibile e la conferma delle capacità fuoristradistiche. In Italia questo si traduce – coerentemente con la svolta decisa intrapresa dal gruppo – in una offerta al 100 % ibrida (utile soprattutto per gli spostamenti urbani) ma con uno sguardo a chi non teme di avventurarsi un off-road non 'banale'. Il tutto sintetizzato nel claim di lancio 'Vero Suv, vero ibrido'.


Costruito sulla nuova piattaforma GA-K, il Rav4 del 2019 propone un design decisamente rinnovato, in risposta al ‘diktat’ del numero uno del gruppo Akio Toyoda che ha intimato ai suoi ‘basta con le auto noiose!’. E – senza raggiungere i barocchismi della C-HR – il Rav4 si distingue per linee più aggressive, dinamiche, che avvolgono un abitacolo dal sapore ‘premium’, soprattutto negli allestimenti alto di gamma. Oltre alla nuova piattaforma – che offre un baricentro ribassato – il nuovo RAV4 presenta una scocca molto più rigida, con una ricaduta benefica su maneggevolezza e stabilità. Se l'ingombro esterno, con una lunghezza di 4,60 metri, è rimasto praticamente inalterato è migliorata la già buona abitabilità con un vano di carico da 580 a 1690 litri e spazio in più per i 5 passeggeri.

Agli ‘aggiornamenti’ di stile corrisponde un passo in avanti – meno evidente ma altrettanto benefico – anche in materia di powertrain. L’accoppiata resta quella della quarta generazione con un 4 cilindri da 2.5 litri abbinato a una unità elettrica: in realtà questo si tratta di un nuovo propulsore, che nella versione 4WD – con un secondo motore elettrico sull’asse posteriore – porta la potenza totale a 222 cavalli (218 nella 2WD) contro i 197 della precedente RAV4.

Intuibili i benefici in materia di scatto con lo 0-100 coperto in soli 8,1 secondi, ma anche di consumi (che nella guida reale si attestano sotto gli 8 litri per 100 km) e anche di emissioni, scese intorno ai 100 grammi di CO2 per km. E per i temibili NOX il Suv giapponese si attesta addirittura a livelli inferiori del 90 % al limite di emissioni accettate. Progressi favoriti dal focus posto sull'efficienza del sistema con una nuova batteria più leggera dell’11% rispetto a quella della precedente generazione, mentre le perdite di trasmissione sono state ridotte del 25%. Come da tradizione Toyota in marcia i benefici dell'elettrico sono percepibili soprattutto in partenza (ma con pochi km percorribili in EV) e in supporto al motore termico la' dove è maggiore la richiesta di potenza.

Ma – nonostante i numeri - il Rav4 si conferma vettura pensata per una guida più ‘pulita’ che aggressiva, anche per via della conferma del cambio Cvt che smorza le velleità sportive a favore della fluidità di marcia. Invece è particolarmente forte l'accento posto sull'evoluzione della trazione integrale con un sistema elettrico Awd-i che non fa rimpiangere quelli meccanici, spingendo il Suv senza incertezza anche sui terreni più infidi, grazie al nuovo controllo del differenziale in modalità Trail Mode. Il meglio in circolazione è proposto poi in materia di sicurezza con un nuovo pacchetto Toyota Safety Sense 2 che include tecnologie all'avanguardia in materia di prevenzione degli urti e di assistenza alla guida, con un primo 'abbozzo' di guida automatizzata.

Per l’Italia – dove il prezzo di attacco per una versione comunque molto completa si ferma poco sotto i 30 mila euro grazie al Bonus Hybrid – Toyota prevede di immatricolare circa 10 mila unità l’anno (la metà 4WD), confermandone il ruolo di protagonista di un segmento D-SUV che vale circa 110 mila vetture. In Europa la casa giapponese stima di vendere 100 mila nuove Rav4 nel 2019 con una quota per la versione ibrida 4WD addirittura intorno al 66% della domanda.



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