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Economia dell'usato, in Italia vale 23 miliardi

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Economia dell'usato, in Italia vale 23 miliardi

L’economia dell’usato in Italia vale 23 miliardi di euro (21 miliardi nel 2017), pari all’1,3% del Pil, in costante aumento negli anni grazie soprattutto all’online che pesa 9,8 miliardi di euro, ovvero il 43% del totale, e segna un +81% rispetto al 2014. Lo rileva l’Osservatorio Second Hand Economy 2018 condotto da Doxa per Subito, piattaforma per vendere e comprare con oltre 11 milioni di utenti unici mensili.


Secondo la quinta edizione della ricerca, 1 italiano su 2 ha venduto e/o comprato usato, il 43% l’ha fatto nell’ultimo anno; il 60% degli italiani che fanno 'second hand' ha comprato e/o venduto almeno una volta ogni 6 mesi. I settori più importanti in termini di valore sono 'Motori' (12,9 miliardi di euro), 'Casa&Persona ed Elettronica' (3,8 miliardi), 'Sports&Hobby' (2,3 miliardi). Le regioni in cui l’economia dell’usato genera più valore sono Lazio (qui vale 3,9 miliardi di euro), Lombardia (3,8 miliardi) e Veneto (2 miliardi).

Nel 2018 chi ha venduto oggetti usati ha guadagnato in media 725 euro all’anno, ma in diverse aree del Paese di registra un dato decisamente più alto: le prime tre regioni per guadagno pro-capite sono Toscana (1.713 euro), Campania (1.241 euro) e Lombardia (1.231 euro).

Secondo Melany Libraro, Ceo di Subito, la 'Second Hand Economy' è ormai "un comportamento sempre più diffuso, parte integrante della vita quotidiana degli italiani". A trainare la crescita dell’economia dell’usato, c'è l’online: tra coloro che nel 2018 hanno acquistato o venduto oggetti usati, il 56% ha scelto di farlo attraverso l’online (era il 42% nel 2017), considerato il canale privilegiato soprattutto per la sua velocità (78%), ma anche per la sua accessibilità (48%), semplicità e comodità di utilizzo (41%).

Ma cosa comprano gli italiani online? Principalmente oggetti della categoria Casa&Persona (74%) ed Elettronica (60%). Seguono Sports&Hobby (58%) e il mondo dei Veicoli, che cresce in modo costante anno su anno (37% vs 28% nel 2017). Casa&Persona e Sport&Hobby hanno percentuali simili anche offline, mentre l’elettronica ha numeri decisamente più piccoli (27%), così come i Veicoli (20%).

Per quanto riguarda invece la vendita online, gli italiani vendono principalmente oggetti della categoria Casa&Persona (64%, anche se in questa categoria l’offline la fa ancora da padrone, soprattutto per l’abbigliamento, con 84%), mentre nelle altre 3 categorie è l’online il canale preferito per vendere: Sports& Hobby (53% vs 42% offline), Elettronica (52% vs 28%) e il mondo dei veicoli (25% vs 14%)

Comprare e vendere usato si conferma al quarto posto tra i comportamenti sostenibili più diffusi degli italiani (50%), subito dopo la raccolta differenziata (95%), l’acquisto di lampadine a Led (78%) e prodotti a km 0 (55%). Se tra chi acquista da un lato scende quindi la percentuale di chi fa second hand per risparmiare (60% vs 70% del 2017), dall’altro cresce la scelta dettata dalla volontà di trovare pezzi unici o vintage (50%) e di contribuire all’abbattimento degli sprechi e al benessere ambientale attraverso il riutilizzo (43%).

Entrando invece nel merito delle ragioni che spingono alla vendita, il primo driver si conferma essere anche per il 2018 la necessità di liberarsi del superfluo (81%), che fa pensare alla voglia di leggerezza e “decluttering”, mentre il 41% vende perché crede nel riutilizzo ed è contro gli sprechi e il 37% per guadagnare. Per quanto riguarda invece le occasioni di vendita, entrano in gioco per la prima volta la voglia di cambiare per passare a un modello superiore dello stesso oggetto (34%) e il sopraggiungere di cambiamenti di tipo famigliare come il matrimonio o la nascita di un figlio (22%) o un trasloco (19%).

Ma come possono essere descritti i protagonisti della compravendita dell’usato? I giovani (under 30) sono piuttosto polarizzati tra donne e uomini. Il tecnologico nativo digitale (9%), vende soprattutto per comprare un modello superiore. Nuovo o usato è indifferente, ciò che è importante è essere sempre all’avanguardia. La giovane metropolitana invece (7%), segue le mode ma con consapevolezza, ama cambiare per togliersi qualche sfizio senza sensi di colpa.

Passando a un target più adulto (30-45 anni), troviamo la famiglia eco-friendly (34%), sostenibile e attenta al proprio impatto. Compra e vende per adattarsi alla famiglia che cambia e ai suoi bisogni sempre in evoluzione. Non manca poi il target più maturo (over 45), dove ritornano le forti differenze tra uomini e donne.

La smart chic (14%) è una donna over 50, che compra e vende per trovare oggetti unici per sé e per la propria casa, divertendosi con un occhio alla sostenibilità e in maniera tecnologica. Il target maschile invece è equamente diviso in due. L’ingegnoso (18%) acquista soprattutto ciò che lo appassiona, che sia per collezionismo o per hobby; l’utilitarista (18%) invece vende, solo quando ha bisogno, per guadagnare e fare spazio.

Per il 73% degli intervistati la second hand economy è destinata a crescere ancora nei prossimi cinque anni, guidata da stili di vita intelligenti e consapevoli (68%), dall’opportunità di fare ottimi affari (46%) e di rendere i consumi accessibili a più persone (31%). Nel corso del 2018, il 72% degli italiani che conoscono Subito hanno visitato la piattaforma e di questi il 45% lo fa almeno una volta al mese.



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