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Riscaldamento globale, un terzo degli italiani non è disposto a cambiare le proprie abitudini

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Riscaldamento globale, un terzo degli italiani non è disposto a cambiare le proprie abitudini

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Il riscaldamento globale è un problema urgente per un quarto degli italiani. E' quanto emerge da Rapporto Italia 2020 di Eurispes. Se le economie mondiali non saranno convertite in uno stile di vita sostenibile, entro il 2050 buona parte degli ecosistemi terrestri collasseranno. Il 35% della superficie terrestre, dove vive il 55% della popolazione mondiale, sarà investita per almeno venti giorni l’anno da ondate di calore letali, mentre il 30% della superficie terrestre diventerà arida e inabitabile.


Secondo la rilevazione Eurispes 2020, più di un quarto degli italiani (26,6%) considera il riscaldamento globale il problema più urgente relativo all’ambiente. Seguono: la gestione dei rifiuti (20,7%), l’inquinamento atmosferico (16,4%), il dissesto idrogeologico (11,3%) e il problema energetico (11,2%), mentre solo una minima parte considera non gravi i problemi ambientali (5,4%).

A giudicare più urgente una soluzione per il riscaldamento globale sono i giovani tra i 18 e i 24 anni (34,3%), più del doppio rispetto agli over 65 (16,1%). Il problema dei rifiuti è più sentito dai 35-44enni (25,2%), mentre i più anziani sono i più preoccupati dei problemi energetici (13,5%) e del dissesto idrogeologico (13,5%). I 25-34enni sono coloro che più considerano poco gravi i problemi ambientali (6,8%) seguiti dagli over 65 (6,4%), 45-64enni (5,8%), 35-44enni (3,8) e in ultimo i più giovani (2,9%).

Un terzo non è disposto a cambiare abitudini o crede che non serva. Più di un terzo degli italiani (34,7%) è disposto a ridurre i consumi quotidiani per limitare il riscaldamento terrestre (nel 2018 erano il 23%,); un altro terzo (33,2%) crede possa servire se lo fanno in tanti tutti i giorni (41,1% nel 2018,); l’ultimo terzo (32,1%) si divide tra chi crede sia un problema troppo grande da risolvere attraverso i comportamenti dei singoli (17%; nel 2018 erano il 20,2%), chi è poco disposto a cambiare le proprie abitudini (9,7%; nel 2018 erano il 10,1%) e chi crede non serva a niente (5,4%; nel 2018 il 5,6%).

Per ridurre i consumi molti sono disposti a utilizzare lampadine a basso consumo (79,4%), ad acquistare prodotti privi di imballaggio in plastica (74,4%), a ridurre l’uso dell’auto privata (72,2%), a usare meno i condizionatori d’aria d’estate (71%), e a consumare meno acqua quando ci si lava (70,1%). Meno apprezzata la possibilità di rinunciare il più possibile ai viaggi in aereo (59,7%), insieme all’acquisto di pannelli fotovoltaici per la propria casa (63,2%).



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