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Finanza sostenibile, un valore per le fondazioni origine bancaria

Vale almeno 27 mld l'attivo patrimoniale di quelle che effettuano investimenti sostenibili

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Finanza sostenibile, un valore per le fondazioni origine bancaria

(Fotolia)

Le fondazioni di origine bancaria ricoprono un ruolo cruciale nel rilancio socioeconomico dei territori e a seguito della pandemia di Covid-19 assumeranno una funzione ancora più rilevante: con la finanza sostenibile possono rinforzare la propria azione a supporto di una crescita più verde e inclusiva.


Il messaggio è stato al centro del convegno di presentazione dell’indagine “Le politiche di investimento sostenibile e responsabile delle Fondazioni di origine bancaria” realizzata dal Forum per la Finanza Sostenibile in collaborazione con Acri e con MondoInstitutional con il sostegno di Dpam, Natixis Investment Managers, Prometeia Advisor Sim e T. Rowe Price.

Il campione include le 83 Fondazioni di origine bancaria associate ad Acri che gestiscono complessivamente un attivo patrimoniale di oltre 44 miliardi di euro. Le 32 Fondazioni che hanno risposto al questionario rappresentano l’80% del totale attivo (circa 35 miliardi di euro). Metà delle Fondazioni rispondenti (14) effettua investimenti sostenibili; tra queste, le prime 10 per dimensione gestiscono complessivamente 27 miliardi di euro, pari al 61% del totale attivo rappresentato dall’intero campione.

La scelta di adottare strategie d’investimento sostenibile e responsabile (SRI) è motivata principalmente dalla volontà di: gestire più efficacemente i rischi finanziari, ottenere rendimenti migliori, mitigare il rischio reputazionale e allinearsi all’evoluzione del contesto normativo di riferimento (soprattutto in ambito Ue). Queste risposte segnalano che le Fondazioni individuano un vantaggio competitivo negli investimenti sostenibili.

Tra le rispondenti che non applicano strategie di investimento sostenibile, 10 dichiarano di aver avviato valutazioni in merito: si tratta principalmente di Fondazioni medio-grandi, con un patrimonio in gestione equivalente al 15% del totale attivo. In 7 casi il processo potrebbe concludersi entro la fine del 2020.

Le strategie SRI maggiormente diffuse tra le Fondazioni sono: impact investing (con progetti concentrati prevalentemente nel settore dell’housing sociale), esclusioni, investimenti tematici, best in class e adesione a convenzioni internazionali. 14 Fondazioni attive in ambito SRI effettuano investimenti correlati alla missione (Mission Related Investment): anche in questo casi il settore più interessato è l’housing sociale.

Dall’indagine emergono tre ambiti nei quali le Fondazioni potrebbero essere incoraggiate a incrementare l’impegno in termini SRI: porzione di attivo patrimoniale gestito secondo strategie d’investimento sostenibile (ora prevalentemente compresa tra lo 0 e il 25%); ricorso all’engagement – vale a dire al dialogo con le imprese investite e all’esercizio del diritto di voto con lo scopo di promuovere pratiche aziendali più sostenibili – che potrebbe essere incoraggiato attraverso iniziative di informazione e formazione sul tema; divulgazione di informazioni sugli investimenti sostenibili (9 su 14 Fondazioni che adottano investimenti sostenibili comunicano solo dati di carattere generale sul tema).



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