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Dalla fisica alle arti visive, è la 'magia' del colore

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Dalla fisica alle arti visive, è la 'magia' del colore

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Dalla fisica alla chimica, dalla psicologia alla filosofia, dalla fisiologia umana alle arti visive. Il colore è oggetto di studio da parte di numerose discipline che ne analizzano diversi aspetti e implicazioni per spiegare la meraviglia e la magia che crea negli occhi di chi guarda.


Ma cos'è il colore? "La domanda può avere molte risposte se posta a un chimico, un pittore, un fisiologo o uno psicologo, ognuno ha il suo punto di vista sull'argomento", spiega all'Adnkronos Valenzia Lafratta, illustratrice e docente del Dipartimento di Illustrazione e Animazione dello Ied Roma.

"Qualcuno dirà che i colori sono onde elettromagnetiche, altri si interesseranno alla valutazione soggettiva e al condizionamento psicologico che ne deriva, altri guarderanno l'aspetto estetico... La visione dei colori è un processo percettivo molto articolato che coinvolge molti e insospettabili aspetti. Condizionato inevitabilmente da cultura, ideologia e religione, chiama in causa anche la struttura biologica del soggetto vedente - prosegue l'artista - Tutte queste cose rendono un colore quello che è, lo caricano di valori simbolici che mutano nel corso del tempo ma molto lentamente".

"La storia del colore è una materia molto affascinante, che racconta la nostra storia. Non abbiamo veramente amato il blu finché è stato il colore dei barbari e di popoli che ci invadevano e da cui ci sentivamo minacciati", racconta la docente. Poi "lo ha indossato la Vergine Maria: allora lo hanno indossato tutti. Il verde è stato il colore dei draghi e mostri medievali e gli alieni (mostri contemporanei) hanno ricevuto questo valore simbolico in eredità. Il nero è da tempo un colore che si può indossare liberamente ma inevitabilmente rimane legato al lutto, alla morte, al buio e alle paure infantili".

Così il colore entra pure nel lessico: "abbiamo 'una paura blu', siamo 'rossi di rabbia' e 'verdi d'invidia' e 'andiamo in bianco'". E ancora: "i colori hanno anche un carattere e celebrano uno stato emotivo, vedi il 'Blues'. Partiti politici sintetizzano programma, identità e intenti in un nome e un colore: 'Verdi'".

Nelle arti visive fondamentali sono i rapporti tra i colori e le definizioni di colori primari (giallo, blu e rosso), secondari (ottenuti dal mix di due primari: per esempio il giallo e il rosso insieme producono l'arancio) e complementari (due colori opposti nella ruota cromatica che danno luogo al massimo contrasto).

"In generale un colore non lo si può valutare né percepire separatamente e in assoluto ma solo in relazione a un altro o più colori. Tra due colori accostati c'è sempre un gioco di forze, un 'braccio di ferro' che ne fa il carattere, l'espressività, il valore di quell'accostamento cromatico. Uno domina sull'altro, si sospingono reciprocamente: uno chiede all'altro di avvicinarsi al suo complementare. Come in ogni relazione, un colore chiede all'altro di 'cambiare'. Questo gioco di forze crea una 'vibrazione', non reale ma nella percezione visiva che è per l'occhio un vero lavoro. E' questo che rende un accostamento cromatico più o meno piacevole, dinamico, statico, espressivo, vivace che può affaticarci a tal punto da distogliere lo sguardo".

Un potere vero e proprio che può anche condizionare. "E' così che si può scegliere di usare il colore per indurre all'acquisto di un prodotto, per attirare l'attenzione su una locandina, per rendere piacevole la lettura di un testo", spiega Lafratta.



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