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Da scarto a tessuto, ecco i capi in fibra di latte

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Da scarto a tessuto, ecco i capi in fibra di latte

Tradizione, innovazione ed economia circolare. Così nascono i tessuti DueDiLatte, grazie alla fibra tessile realizzata a partire dalla lavorazione del latte di scarto. "Il progetto è del 2013 anche se la nuova società è nata proprio quest'anno", racconta all’Adnkronos Antonella Bellina, fondatrice e ceo della startup DueDiLatte, tra i sei finalisti del premio speciale Repower (il 22 novembre la premiazione a Roma al Maxxi, nell'ambito dell'ottava edizione del premio Gaetano Marzotto).

DueDiLatte realizza tessuti a maglia e a navetta interamente made in Italy. "Si parte dalle eccedenze casearie, latte destinato allo smaltimento che viene recuperato, viene estratta la caseina che è la proteina principale e con questa si realizza una fibra tessile che poi viene filata e tessuta. Non vi è alcun impiego di sostanze chimiche ed il processo che abbiamo messo a punto consente un bassissimo impatto ambientale", spiega.

Così è nata una linea di T-shirt uomo e donna e una linea bebè e kids "per dare un'idea dei campi in cui il tessuto DueDiLatte può essere applicato ma è possibile sperimentare nuove linee di prodotto: intimo, homewear e pigiameria sono solo alcuni esempi", dice.

Un tessuto morbido e certificato anallergico e antibatterico. Assicura Bellina: "La caseina passando da proteina alimentare a proteina tessile cambia il suo stato, tecnicamente si 'denatura' e questo le consente di perdere il suo 'potenziale di allergene' e dunque il tessuto è naturalmente anallergico. C'è da precisare, comunque, che la maggior parte delle allergie a proteine come la caseina è di origine alimentare, non da contatto".

L’idea arriva da lontano ma è stata rinnovata grazie a moderne tecnologie e nel segno della sostenibilità. "La fibra di latte affonda le sue origini nella storia della tradizione e dell'innovazione italiana, basti pensare che la prima fibra fu inventata negli anni '30 da un ingegnere bresciano; oggi il nostro contributo è quello di apportare moderne tecniche di bioingegneria rinnovando totalmente il processo produttivo e ripensandolo in un'ottica totalmente sostenibile. La nostra volontà è quella di creare una vera e propria alternativa nel settore tessile a fibre che sfruttano le risorse del Pianeta", spiega.

"Il nostro processo e la nostra filiera produttiva rientrano in quella che viene definita economia circolare, non solo perché partiamo da una materia prima che è giunta a fine ciclo, recuperandola, ma proprio perché con il nostro lavoro 'ripensiamo e ridisegnamo' un ciclo di vita. Inoltre gli stabilimenti seguono regole di sostenibilità ambientale molto rigide e questo ci ha consentito di avere certificazioni di prodotto riconosciute anche a livello internazionale", conclude.

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