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Pericolo birdstrike in volo? La soluzione è di una startup

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Pericolo birdstrike in volo? La soluzione è di una startup

Garantire la sicurezza dei voli senza sacrificare quella degli animali è possibile. Parola di 'The Edge company', startup di Rimini che ha messo a punto un sistema automatico di monitoraggio e classificazione dei volatili per gli aeroporti. Lo scopo, spiega all’Adnkronos Francesca Dalla Venezia, tra i fondatori della startup, “è scongiurare il pericolo del birdstrike e aumentare così la sicurezza dei voli”. In aviazione il birdstrike indica l'impatto tra un aeromobile e un volatile.


Il problema del birdstrike, spiega Dalla Venezia, “riguarda l’aviazione sia civile che militare ed è un fenomeno molto frequente. Non voglio spaventare nessuno ma, nel mondo, ce n’è uno ogni quarto d’ora”.

Il sistema sviluppato da The Edge company, dunque, “vuole aumentare la sicurezza del volo allontanando in maniera naturale gli uccelli dagli aeroporti, ossia dove l’aereo effettua le manovre più pericolose che sono quelle di decollo e atterraggio e dove è più facile impattare con gli uccelli dal momento che volano al di sotto di una certa quota più o meno i 300 piedi”.

Secondo la relazione sul fenomeno del 2016 dell’Enac, l'Ente nazionale per l'aviazione civile, il wildlife strike, ossia l’impatto violento tra un aeromobile ed uno o più animali selvatici, prevalentemente uccelli (birdstrike), è in costante aumento in tutto il mondo.

In particolare oltre 255 persone sono rimaste uccise nel mondo a causa di wildlife strike dal 1988, e almeno 380 aerei militari e 88 aeri civili sono andati distrutti a partire dal 1912.

La sola aviazione civile degli Stati Uniti spende quasi un miliardo di dollari l’anno per il wildlife strike, mentre in Italia si stima un costo di 40 milioni di euro/anno, tra riparazioni e ritardi nei voli.



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