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Grande barriera corallina, gli scienziati la 'coltivano' in laboratorio

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Grande barriera corallina, gli scienziati la 'coltivano' in laboratorio

(Fotolia)

Grande Barriera Corallina a rischio? La soluzione alla minaccia che pesa su questo prezioso ecosistema, e rappresentata dal fenomeno dello sbiancamento dovuto ai cambiamenti climatici, potrebbe essere quella di coltivare coralli di nuova generazione in laboratorio. Ha iniziato a farlo un team di scienziati dell'Australian Institute of Marine Science, un'agenzia di ricerca governativa, con i primi test del progetto "Assisted Gene Flow".


I coralli prodotti in un laboratorio sono stati ottenuti mescolando due specie diverse: quella proveniente dalle acque calde del nord e quella della regione centrale più fredda. L'obiettivo è di creare dei coralli in grado di resistere alle ondate di calore marine, e questo primo test - fanno sapere gli scienziati - sembra promettere bene.

I coralli sono stati prima impiantati in serbatoi climatizzati presso il National Sea Simulator dell'agenzia di Townsville. I 'piccoli' di corallo sono stati poi sistemati su piastrelle di terracotta e trasferiti nella grande barriera corallina a marzo "dove hanno mostrato di aver ereditano la resistenza alle alte temperature dai loro 'genitori' del nord", spiega Kate Quigley, scienziata dell'Aims. Un'eredità genetica che potrebbe essere trasmessa alle future generazioni di corallo rendendo la barriera più resistenti al riscaldamento globale.

La barriera corallina al largo della costa nord-orientale dell'Australia, è il più grande sistema corallino del mondo (copre un'area più grande dell'Italia) ed è uno degli ecosistemi più ricchi di biodiversità del pianeta. Ma le barriere settentrionali hanno dovuto affrontare l'importante innalzamento delle temperature oceaniche con conseguente massicci fenomeni di sbiancamento nel 2016 e nel 2017. Le barriere coralline meridionali in parte si sono salvate grazie a una più bassa temperatura dell'acqua.



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