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In bambù e compostabili, le mascherine che si gettano nell'umido

Utilizza un 'tessuto non tessuto' a base di bambù che può essere gettato con i rifiuti organici

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In bambù e compostabili, le mascherine che si gettano nell'umido

Un’innovazione tecnologica in grado di produrre fino a 10mila mascherine facciali al minuto, adattabile ai principali materiali 'tessuto non tessuto' tra cui un particolare materiale a base di bambù compostabile con i rifiuti organici. Questo il brevetto depositato da Fabio Perini, azienda con sede a Lucca e parte della business area Körber Tissue, che l’ha sviluppato in poco più di un mese durante il lockdown e che può essere installato velocemente sulle macchine di converting dell’azienda nuove o già installate presso i clienti in tutto il mondo.


“Le opportunità di innovazione sono ovunque anche nel bel mezzo di una crisi sanitaria - commenta Oswaldo Cruz Jr., amministratore delegato Fabio Perini Spa e della business area Körber Tissue - durante il lockdown la nostra squadra si è attivata per rispondere a due necessità: da una parte l’enorme richiesta di mascherine facciali, dall’altra il problema del loro smaltimento. In poco più di un mese, dall’idea alla produzione, siamo arrivati alla soluzione: un aggiornamento tecnologico che permettesse di produrre mascherine in rotolo fino a 10mila al minuto e l’utilizzo di un 'tessuto non tessuto' a base di bambù che fosse compostabile nell’umido”.

Queste mascherine, monovelo, sono utili per l’uso quotidiano, collettivo e in comunità come aeroporti, trasporto pubblico, centri commerciali, supermercati, negozi di alimentari e luoghi di lavori.

“Le nostre macchine sono però in grado di realizzare anche mascherine certificate - continua Cruz - dove però i materiali che sono accoppiati con la plastica non le rendono compostabili; ma anche su questo punto stiamo facendo delle prove su specifici materiali e siamo fiduciosi di trovare presto una soluzione”.

Il coronavirus ha così anche diversificato il business della Fabio Perini. “Su questa innovazione, in tutto il mondo, abbiamo avuto un ottimo riscontro da parte dei nostri clienti e stimiamo che il nostro business possa avere un incremento - aggiunge - abbiamo visto un importante cambiamento".

"Inizialmente la richiesta era quella di incrementare la capacità produttiva delle macchine, soprattutto della carta igienica, a causa dell’effetto stock di questi prodotti, e per far fronte a ciò abbiamo addirittura introdotto un servizio di macchine in pronta consegna. Col passare delle settimane la richiesta si è concentrata sui prodotti piegati in carta tissue; una domanda che è derivata dall’innalzamento del numero di articoli usa e getta utilizzati per esigenze di maggior igiene, e che credo proseguirà come tendenza ancora per molto tempo”, conclude.



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