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La rigenerazione urbana è ambientale, sociale e rinnovabile

Al meeting di Rimini si parla delle città, nel segno della qualità della vita e della riqualificazione dell'esistente

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La rigenerazione urbana è ambientale, sociale e rinnovabile

(Fotolia)

Periferia, una parola da cancellare dal vocabolario della progettazione urbana; qualità della vita il filo conduttore; sostenibilità ambientale sì, ma anche sociale; costruire sul costruito per non consumare, inutilmente, ulteriore suolo. E le infrastrutture energetiche dovranno fare la loro parte per creare città 'pulite' e rinnovabili. Sono gli elementi della rigenerazione urbana, raccontata nell'incontro dedicato al tema al Meeting di Rimini 2020.


Nei progetti di riqualificazione urbana, dice Mario Abbadessa, amministratore delegato Hines Italy, focalizzarsi sulla sostenibilità ambientale "è banale perché ogni nuovo intervento oggi deve essere sostenibile dal punto di vista ambientale. Bisogna fare della sostenibilità sociale, colmare il divario tra classi sociali, e il primo modo per farlo è evitare di commettere l'errore del passato, cioè di creare le periferie, parola che non deve esistere più perché in Italia troppo spesso associata a quartieri dormitorio separati dalla città".

Visione sposata dal sindaco di Genova Marco Bucci: "La mia visione di città? La rigenerazione urbana è una delle componenti principali, ci sono aree della città che vanno completamente rigenerate e come dice il mio amico Renzo Piano dobbiamo costruire sul costruito ed evitare di fare periferie". Da questo punto di vista "il vantaggio di Genova è di avere 20 delegazioni, quindi 20 paesi uniti che formano la città, 20 centri storici senza una vera periferia", parola "che non deve esistere più se vogliamo avere una città ad alta qualità di vita", sottolinea il primo cittadino.

Urbanizzazione, elettrificazione dei consumi, decarbonizzazione: questi i 'megatrend' in atto secondo Vincenzo Ranieri, amministratore delegato E-Distribuzione, che "ci obbligano a ripensare il nostro modello di città" anche tenendo presente che "la transizione energetica in atto rappresenta la trasformazione del sistema energetico più grande degli ultimi 100 anni" e le città "devono guidare questo cambiamento". Le infrastrutture energetiche, sottolinea Ranieri, "devono rapidamente concorrere a dare il loro contributo alla rigenerazione urbana, visto che oggi le città occupano il 5% della superficie terrestre ma sono responsabili del 70% del consumo globale di energia e di emissioni di gas a effetto serra. Per questo, la trasformazione del modello di città per come la conosciamo verso un modello smart non può prescindere dagli obiettivi di efficienza energetica e di sostenibilità ambientale".

Dobbiamo immaginare un mondo nuovo fatto di energia pulita. Parola di Marco Alverà, amministratore delegato di Snam, per il quale "oggi abbiamo l'opportunità di passare a un mondo che vada totalmente a rinnovabili. Noi puntiamo sui gas rinnovabili e l'idrogeno che è la vera novità. Secondo me quello che avrà più successo è l'idrogeno che si può produrre dal sole e che può essere trasportato attraverso le infrastrutture esistenti. Da sempre è considerato, da tutti gli scienziati, la soluzione definitiva per avere energia pulita. Ha sempre avuto come problema il costo: costava 40 volte più del petrolio, oggi costa 5 volte più del petrolio, ma abbiamo fatto degli studi e secondo noi in 5 anni, se l'Europa guida e supporta questa trasformazione, si può produrre idrogeno dal sole con costi molto competitivi".

Infine, il settore dei trasporti. E anche qui riqualificare e rigenerare sono le parole d'ordine. Per esempio Fnm sta pensando a una riprogettazione degli spazi "con una forte componente sociale" e nel segno di una "nuova antropizzazione". A raccontare il progetto di infrastrutturazione di Ferrovie Nord Milano, è il suo presidente Andrea Gibelli. Fnm, spiega Gibelli, "non si occuperà solo di posizionare nuovi binari ma stiamo pensando a un'idea di rigenerazione urbana. La ferrovia concessa dalla Regione Lombardia a noi è il percorso che va dalla stazione di Cadorna a Milano Malpensa e noi stiamo pensando alle infrastrutture che guardano 72 km lineari con un progetto di rigenerazione urbana che guarda a tutti i comuni che tocchiamo da Milano alla provincia di Varese fino a Malpensa". Tanti progetti che danno vita a "una filiera di rigenerazione" e un sistema, quello dei trasporti, che oggi si sta ripensando attraverso "progetti che abbiamo definito 'di nuova antropizzazione'" che significa costruire sul costruito, rendere centrale l'architettura, progettare spazi con una forte componente sociale, spiega il presidente di Fnm. Tra questi progetti, quello "di considerare la fascia ferroviaria di 700 mt lato binario come area di ripiantumazione" e ancora "su un'area di 72 km ci sarà una pista ciclabile che connetterà tutte le aree urbane che toccano Cadorna fino a Malpensa".



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