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Biogas da scarti di olive, ad Andria uno dei primi impianti in Europa

L'impianto Bts tra i primi in Europa alimentato al 100% con materiale organico di risulta della molitura delle olive

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Biogas da scarti di olive, ad Andria uno dei primi impianti in Europa

Un impianto alimentato al 100% con sansa, il materiale organico di risulta della molitura delle olive, ed è tra i primi in Europa. A realizzarlo è stata Bts Biogas che lo ha costruito per Agrolio, azienda della famiglia Agresti di Andria, da cinque generazioni impegnata nella produzione di olio extravergine di oliva.


L’unicità dell’impianto, già operativo da un anno, sta nell’essere uno dei primi in Europa alimentato al 100% con la sansa di oliva e quindi nella capacità di gestire il processo di fermentazione della sansa nel digestore. L’efficienza e la funzionalità dell’impianto sono garantite da costanti rilevamenti, interventi e soluzioni innovative apportate per consentire una 'digestione' ottimale dei residui della produzione dell’olio di oliva.

Il biogas prodotto alimenta un impianto di cogenerazione da 500 kWel, mentre il digestato rientra nel ciclo vegetale della produzione olivicola contribuendo a migliorarne qualità e quantità. Il sistema è stato progettato e realizzato da Bts Biogas, che si è valsa della collaborazione di AB, azienda italiana attiva nella cogenerazione e valorizzazione delle fonti sostenibili.

“Quando abbiamo iniziato a discutere il progetto non avevamo esperienze empiriche che ci garantissero la stabilità dei processi biologici e la corretta gestione in impianto della sansa – spiega Franco Lusuriello, Ceo Bts Biogas - Oggi possiamo finalmente affermare che impianti di questo tipo sono una soluzione efficace e sostenibile per la gestione delle sanse d’oliva e la produzione di energia e combustibili rinnovabili".

Per Savino e Vincenzo Agresti, titolari del Gruppo F.lli Agresti, "la realizzazione di un impianto biogas si inserisce perfettamente all’interno della nostra visione di produttori di olio extra vergine di oliva in quanto era il tassello mancante per chiudere il nostro sistema di produzione sostenibile e basato sull’economia circolare. A questo punto inizia un nuovo percorso destinato a durare nel tempo per il miglioramento progressivo della gestione agronomica delle coltivazioni nel rispetto della natura”.



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