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Diritto autore: Soundreef, monopolio resta ma mercato ineluttabile

28 luglio 2016 | 19.58
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Davide D'Atri, ad Soundreef

"Resta il monopolio Siae sul diritto d'autore? No. Solo in una fase intermedia. Grazie alla mobilitazione trasversale il governo sta, infatti, cambiando idea". E' questa in sintesi la valutazione fatta dall'ad di Soundreef, Davide D'Atri, nel giorno del via libera alla legge di delegazione europea che contiene un capitolo specifico sulla gestione collettiva dei diritti d'autore (art.20, 'Princìpi e criteri direttivi per l’attuazione della direttiva 2014/26/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sulla gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi e sulla concessione di licenze multiterritoriali per i diritti su opere musicali per l’uso online nel mercato interno').

"Certamente il testo della legge che detta i principi al Governo per il recepimento della direttiva Barnier - precisa la società italiana (che opera attraverso una controllata inglese) autorizzata lo scorso marzo ad operare sul mercato della raccolta dei diritti d'autore in ambito musicale - non prevede la liberalizzazione, ma neanche la esclude. Né era la legge di delegazione la sede per decretare la fine formale dell’esclusiva Siae. I fan del monopolio potrebbero cantare vittoria ma è una 'vittoria di Pirro'".

"L’appuntamento col mercato è infatti ineluttabile - evidenzia l'ad di Soundreef -. Anche perché non è pensabile che, dovendosi comunque consentire l’attività in Italia di altre Società di Gestione di Collettiva dei Compensi ed Enti di Gestione Indipendenti stabilite in altri paesi dell’Ue, per non incorrere in violazione del Trattato di Funzionamento dell’Unione Europea, si arrivi al paradosso che solo alle società italiane sia precluso il mercato italiano. Su questo c’è stata la mobilitazione dell’Authority per la Concorrenza e il Mercato, di migliaia di autori, di moltissimi gruppi d’interesse e di un gruppo trasversale di molte forze politiche, dai Cinque Stelle alla destra allo stesso Pd, che chiedono il rispetto della Direttiva Barnier e del mercato".

"Certo, noi volevamo maggiore decisione ed un impegno chiaro - sottolinea Soundreef -. Tuttavia non si può non prendere atto che l’esito finale attraverso i decreti attuativi della legge delega è ancora lontano e che la politica italiana sta, con ritmo lento ma inesorabile, prendendo atto che è la via della libertà e della sana competizione quella che è più giusto percorrere, per tutelare al meglio i titolari dei diritti e gli utilizzatori".

"Il sottosegretario Gozi durante il suo intervento prima dell’approvazione della legge delega - ricorda Davide D'atri - ha parlato di due fasi successive: il decreto attuativo e la fase di monitoraggio successivo. Noi chiediamo che il mercato libero e aperto nasca fin dalla prima fase e crediamo che questo possa accadere con il sostegno ed il concorso positivo di tutti i soggetti coinvolti, nello spirito dell’Ordine del Giorno che il Senato ha votato ed approvato oggi, con il parere positivo del Governo.

La Siae, comunque, "non potrà mai licenziare diritti di cui non dispone, a prescindere da qualsiasi legge. Di conseguenza chi vorrà utilizzare diritti di autori ed editori iscritti a Soundreef - conclude D'Atri - dovrà necessariamente pagare Soundreef. Non sarà mai possibile per la Siae rilasciare licenze per diritti di cui non ha mandato".

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