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Spagna: contabile Noos si pente e accusa cognato del re

03 luglio 2014 | 19.06
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Svolta nel caso Noos, lo scandalo che ha portato all'imputazione dell'Infanta Cristina, sorella del re di Spagna, Felipe IV. Il contabile dell'istituto Noos, Marco Antonio Tejeiro, ha deciso di diventare un collaboratore di giustizia rivelando i dettagli del sistema di fatture e contratti di lavoro falsi usati nella truffa. La sua confessione scritta accusa direttamente il marito di Cristina, Inaki Urdangarin, e il suo socio Diego Torres, mentre l'Infanta non viene menzionata.

Tejeiro è il marito della sorella di Torres e, a quanto scrivono i media spagnoli, potrebbe ottenere dei benefici penali in seguito alla confessione. Secondo il suo racconto, Urdangarin e Torres erano gli ideatori della truffa, con la quale si sono appropriati di 5,9 milioni di euro di fondi pubblici. I due avevano l'assoluto controllo su tutto il sistema attraverso l'Istituto Noos e le società collegate, compresa la Aizoon. Quest'ultima società, la cui proprietà era divisa al 50% fra l'Infanta e il marito, serviva ad incamerare illecitamente fondi pubblici per la promozione di eventi sportivi.

Il testo della confessione, resa al procuratore Pedro Horrach, non cita mai Cristina di Borbone, caricando ogni responsabilità sulle spalle del marito e del socio. L'Infanta, che è stata rinviata a giudizio il 25 giugno, ha presentato ieri un ricorso dicendosi completamente estranea alle attività del marito. Accusata di frode fiscale e riclaggio di capitali, rischia fino a 11 anni di carcere.

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