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Spari e terrore a San Diego

28 aprile 2019 | 06.52
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L'attacco in una sinagoga, muore una donna. Arrestato 19enne. Trump: "Crimine d'odio"

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(Afp) - AFP

Una donna morta e tre persone ferite, tra cui un rabbino e una bambina. E' il bilancio della sparatoria avvenuta ieri in una sinagoga a Poway, in California, un tranquillo centro residenziale di livello medio alto con 48mila abitanti. L'attacco si è verificato alle 11.30 locali, nell'ultimo giorno della cerimonia per la festività di Passover, la Pasqua ebraica. Al momento dell'attacco nella sinagoga erano presenti almeno 100 persone.

IL KILLER - In manette è finito John Earnest, un 19enne residente a San Diego. La polizia ha setacciato i post sui social media pubblicati dal ragazzo, dove ha trovato anche 'un manifesto', come ha spiegato lo sceriffo della contea di San Diego, William Gore. Nel documento, pubblicato ieri online Earnest si descriveva come "suprematista bianco" e "antisemita" e annunciava di voler uccidere degli ebrei. Nel documento, scrive il Washington Post, Earnest rivendica di aver dato fuoco un mese fa ad una moschea nella località californiana di Escondido, a poche miglia dalla sinagoga in cui è avvenuta ieri la sparatoria.

Il 19enne dedica l'attacco alla moschea a Brenton Tarrant, l'australiano accusato dell'attacco di marzo in due moschee di Christchurch in Nuova Zelanda. Il suo manifesto ricalca in parte quello che era stato diffuso online da Tarrant. Nel suo delirante documento, Earnest fa riferimenti alla sparatoria di Christchurch, quella di marzo nella sinagoga di Pittsburgh, oltre a Gesù Cristo e Adolf Hitler. In un post sulla piattaforma 8chan, un utente che sembra essere Earnest aveva diffuso il manifesto e annunciato l'intenzione di trasmettere in live stream le sue azioni su Facebook, fornendo anche un link. La piattaforma aveva però bloccato il profilo. Nel messaggio ci sono riferimenti al movimento "red pill", diffuso su Internet, che è incentrato sull'antifemminismo e le idee della alt right.

Gli investigatori dell'Fbi e i detective della omicidi hanno interrogato il 19enne, che non avrebbe precedenti penali. Le autorità ritengono che Earnest abbia agito da solo. "Chiaramente è indagato per omicidio", ha spiegato Gore in conferenza stampa. Diversi vicini hanno riferito al sito del San Diego Union Tribune di aver udito i colpi d'arma da fuoco. Alcuni residenti vicino al tempio ebraico sono stati evacuati dalle loro case e portati in una vicina scuola elementare, dove le autorità hanno istituito un centro di comando. All'interno della sinagoga era presente anche un ufficiale fuori servizio che ha risposto al fuoco. L'assalitore è stato poi fermato dalla polizia.

LE VITTIME - A perdere la vita è stata Lori Gilbert Kaye, una donna di 60 anni mentre tra i feriti si contano una bambina di otto anni e suo zio, che si erano trasferiti negli States dopo che la loro casa in Israele era stata colpita da razzi di Hamas, oltre al rabbino Yisroel Goldstein, che celebrava il rito. Nessuno di loro è in gravi condizioni. Lori è morta per le ferite riportate nella sparatoria. Secondo testimonianze riportate dal Jerusalem Post, la donna si è gettata davanti al rabbino, facendoli scudo con il suo corpo. Shimon Abitbol, un anziano infermiere israeliano, ha tentato invano di soccorrerla, racconta Times of Israel. Il marito è svenuto dopo averla vista a terra. Il rabbino, invece, colpito alle mani, ha coperto le ferite con il suo scialle di preghiera, e ha parlato ai fedeli cercando di riportare la calma.

"Questa non è Poway", ha detto il sindaco Steve Vaus, ricordando un evento interreligioso tenuto nell'ultimo mese che ha riunito diverse persone della comunità. "Supereremo questa tragedia uniti". Prima di lasciare Washington per una manifestazione nel Wisconsin, il presidente americano Donald Trump ha parlato di "crimine d'odio" esprimendo "le più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime".La polizia di San Diego tiene sotto controllo per precauzione le altre sinagoghe dell'area.

I PRECEDENTI - La sparatoria è avvenuta a sei mesi esatti da quella dello scorso 27 ottobre nella sinagoga dell'Albero della Vita a Pittsburgh, dove morirono 11 persone, considerato il più grave attacco antisemita della storia americana. A sparare era stato un uomo, Robert Bowers, che aveva diffuso dichiarazioni antisemite su Internet ed è stato ferito dalla polizia che lo ha catturato.

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