cerca CERCA
Lunedì 20 Settembre 2021
Aggiornato: 22:08
Temi caldi

Spataro: "Sorteggio per Csm e Anm? Proposta immonda"

04 giugno 2019 | 16.21
LETTURA: 3 minuti

alternate text
(Fotogramma) - FOTOGRAMMA

Fa discutere la proposta avanzata da Bruno Tinti, giornalista ed ex magistrato, sulle colonne di Italia Oggi, di sorteggiare i componenti del Csm e dell’Anm per evitare che nelle nomine dei magistrati influiscano giochi di potere e di correnti. "Una proposta immonda e Bruno Tinti sa come la penso" commenta l’ex procuratore capo di Torino Armando Spataro, interpellato dall’Adnkronos.

"L'idea non ha né capo né coda" dice all'Adnkronos Giovan Domenico Lepore, ex procuratore della Repubblica di Napoli. Lepore si dice in ogni caso favorevole "all'abolizione delle correnti all'interno della magistratura: spesso le nomine avvengono seguendo logiche di corrente invece che valutando il merito". "Il sorteggio - afferma all'Adnkronos Raffaele Guariniello, ex procuratore aggiunto di Torino - è una misura implacabile. Ma è pur sempre una retromarcia nella scelta dei migliori. Io sono per premiare chi merita, la competenza". "Capisco la proposta di Tinti, ma allora vuol dire che siamo davvero messi male - dice Guariniello - Chi garantisce che i sorteggiati non faranno le stesse cose degli eletti? La sua proposta dimostra la crisi in cui è caduto il Csm. Quando sono entrato in magistratura le correnti erano un fatto positivo, erano un luogo di confronto. Ora sono centri di distribuzione degli incarichi. Dobbiamo trovare procedure che diano garanzia a tutela della trasparenza e del merito".

Per Giandomenico Caiazza, presidente dell’Unione delle camere penali italiane (Ucpi), “il sorteggio come metodo per scegliere i membri del Csm e dall’Anm è inconciliabile con le logiche e le dinamiche democratiche. Va bene per i concorsi a premi”. “Le uniche proposte serie per arginare il problema sono quelle volte a riformare il sistema giudiziario - afferma Caiazza all'Adnkronos - partendo dalla separazione delle carriere, dalla revisione dell’obbligatorietà dell’azione penale e dal pareggio della componente dei laici all’interno del Csm”. Secondo Luciano Violante, ex presidente della Camera ed ex presidente della Commissione parlamentare antimafia, quella di Tinti "è un'ipotesi da prendere in considerazione, ma può essere raggirata. Le correnti, se si mettono d'accordo, possono decidere che chi non viene eletto si dimette. Serve una scossa morale all'interno della magistratura. Non è un problema di leggi, serve riprendere in mano la questione morale". "Propongo - continua Violante all'Adnkronos - che a metà consiliatura si sorteggi la metà dei membri laici e la metà dei componenti togati. I sorteggiati decadono e si ricorre a nuove elezioni. L'organo così non viene rinnovato, ma si rinnovano i singoli componenti. In questo modo si potrebbe ridurre il peso delle correnti. Inoltre, se il Csm non dovesse per tempo decidere i capi degli uffici, dovrebbe deciderli un altro organo, come, per esempio, il vicepresidente con il presidente della Cassazione e il procuratore generale presso la Cassazione. In questo modo si evitano i contratti tra le parti".

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza