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Spending review: Comellini (Pdm), da Difesa possibili risparmi per 5 mld euro

13 marzo 2014 | 13.26
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''Quando si parla di risparmi, oltre a quelli derivanti dalla riduzione di alcuni programmi di armamento (forza Nec, Eurofighter e Navi), ci si deve orientare anche verso quell'enorme mole di denaro pubblico che finisce in anacronistici privilegi riservati al personale militare come le indennità di ausiliaria, gli incentivi antiesodo, le indennità di posizione e i trattamenti economici di omogenizzazione che consentono - questi ultimi - al capitano con tredici anni di servizio di percepire lo stipendio di un colonnello''. Lo sottolinea in una nota Luca Marco Comellini, Segretario del partito per la tutela dei diritti di militari e Forze di polizia (Pdm).

''Misure per 500 milioni di euro all'anno che appaiono fuori luogo in una complessiva revisione in senso riduttivo dello strumento militare nazionale. Se poi consideriamo che tra i privilegi intoccabili rientrano pure le poltrone dei generali dell'Arma dei carabinieri, che da sempre si oppongono ai progetti di unificazione delle Forze di polizia, allora l'ammontare complessivo dei possibili risparmi di spesa che la sola Difesa potrebbe mettere nelle mani di Renzi sarebbe di 5 miliardi di euro'', aggiunge.

''Una somma rilevante -conclude- su cui, fino ad oggi, nessun politicante ha avuto il coraggio di mettere concretamente le mani per non urtare la sensibilità della lobby dei generali e, infatti, mi sembra che anche la ministra Pinotti si sia già messa sull'attenti rispondendo 'signorsì, comandi'. Renzi, l'accetti questa nostra proposta ?".

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