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La Mura: "Ai Giochi con 4 barche da podio"

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La Mura: Ai Giochi con 4 barche da podio

Il senza azzurro campione del Mondo 2015

"Presentiamo una squadra non numerosisissima, con 6 equipaggi, ma estremamente competitiva. Abbiamo 4 barche con le credenziali giuste per salire sul podio". Il direttore tecnico della nazionale italiana di canottaggio, Giuseppe La Mura, si esprime così sulle possibilità degli azzurri ai Giochi di Rio de Janeiro.


"Il 4 senza senior maschile campione del mondo in carica è il fiore all'occhiello della nostra delegazione ma puntiamo anche sul quattro senza pesi leggeri e sui doppi senior e pesi leggeri -spiega La Mura all'Adnkronos-. Andranno a Rio anche il due senza maschile e quello femminile. C'è il rammarico di aver fallito il ripescaggio dell'otto per 3 decimi nella regata di Lucerna. Abbiamo una squadra giovane e valida che forse difetta un po' d'esperienza ma sono convinto conoscendo i ragazzi che non risentirà negativamente della tensione che partecipare a un'Olimpiade inevitabilmente comporta".

"Il lavoro svolto quest'anno -prosegue il professore napoletano- mi fa essere fiducioso sulle nostre possibilità ma non voglio e non posso sbilanciarmi sul numero di medaglie che potremmo conquistare, perché ci sono troppe variabili in una competizione dove ci si gioca tutto in pochi minuti. Ci rimane ancora una decina di giorni di lavoro nel quale dobbiamo mettere a punto le ultime cose e lavorare sulla qualità".

Romano Battisti, argento nel due di coppia a Londra 2012 insieme ad Alessio Sartori, con i suoi 29 anni è uno degli elementi di maggiore esperienza della squadra e l'unico che può vantare una medaglia a 5 cerchi: "Romano è un ragazzo che sa gestire molto bene la tensione e sa dare il massimo quando conta, la barca con Francesco Fossi è ben equilibrata e non dimentichiamoci che vanta un bronzo e un argento ai mondiali 2013 e 2014, quindi è nell'elite internazionale".

La Mura commenta poi il caso di doping che ha coinvolto Niccolò Mornati, squalificato per 4 anni per la sua positività all’anastrozolo: "Conoscendo molto bene Niccolò sono convinto della sua innocenza penso sia stato sabotato. E' sempre stato un esempio di correttezza in tutta la sua lunga carriera. Il canottaggio italiano è sano e rido quando si associa il nome di Vincenzo Abbagnale al doping. La sua è stata solo sfortuna e superficialità che purtroppo gli è costata 16 mesi di squalifica per mancata reperibilità".

A quasi 76 anni l'artefice di tanti successi del canottaggio italiano dai fratelli Abbagnale in poi non sarà a Rio ma non pensa di lasciare la guida tecnica della nazionale: "Alla mia età preferisco evitare un viaggio così lungo anche se hanno cercato in tutti i modi di convincermi ad andare. Per il prossimo quadriennio sono a disposizione di Beppe (Giuseppe Abbagnale il presidente federale ndr). Se dovesse essere confermato alla guida della Fic e mi chiederà di dargli una mano, come accaduto 4 anni fa, io sono pronto".



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