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Sci fondo, Pellegrino argento

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Sci fondo, Pellegrino argento

(Afp)

Federico Pellegrino non riesce a difendere il titolo mondiale nella sprint a tecnica libera ma conquista una splendida medaglia d'argento nella rassegna iridata di Seefeld. L'azzurro si arrende per soli 0"23 al norvegese Johannes Klaebo. Ad occupare l'ultimo posto sul podio il russo Gleb Retivykh.


Il poliziotto valdostano era arrivato in finale a modo suo: quinto tempo nelle qualificazioni, curiosamente lo stesso di Klaebo, poi vittoria facile ai quarti dopo essere rimasto coperto fino a metà gara, e identica storia in semifinale, dove nella stessa batteria Francesco De Fabiani ha chiuso quarto, penalizzato anche da uno scontro tra Klaebo e il russo Sergey Ustiugov, non riuscendo a qualificarsi da lucky loser e chiudendo con l'ottavo posto nell'ordine d'arrivo finale. Era rimasto fuori ai quarti, invece, Stefan Zelger, sesto nella propria batteria. Non ce l'ha fatta di pochissimo a superare le qualificazioni Davide Graz, 32esimo a 8"19. Non lontano dai trenta neppure Claudio Muller, 40esimo a 9"29 dai primi e a due secondi netti dalla qualificazione. Venerdì giorno di pausa per i fondisti, si torna in pista sabato 23 febbraio per lo skiathlon.

"Oggi devo cedere lo scettro della sprint. Non che ci fossero troppi dubbi sulla carta, ma io ho cercato di correre al meglio e il meglio oggi significa medaglia d'argento. Direi che un altro argento mondiale può essere anche una grande soddisfazione". Federico Pellegrino commenta così la medaglia d'argento nella sprint ai mondiali di Seefeld.

"Potevo dire la mia ed è stato così -aggiunge il 28enne poliziotto-. È stata una bellissima sfida, molto interessante l'avvicinamento a questa gara, che è stato differente per i due protagonisti. Pensavo che qualcun altro avrebbe potuto impensierirci, lo ha fatto Ustiugov in semifinale e ho fatto bene a stare alla larga visto che ha rischiato di far perdere la gara a Klaebo. In finale ho attaccato dove potevo, per me sarebbe stato impensabile sorpassare Klaebo nello sprint finale. Ho visto che in semifinale non mi aveva recuperato troppo, così ci ho provato e almeno mi sono garantito l'argento. Ambire a una medaglia qui non ere facile. La dedica? Sarò scontato, ma è per la mia Greta (Laurent. n.d.r.)".

"Ho impostato la tattica migliore -prosegue Pellegrino- cercando di affidarmi anche all'istinto in finale, quando le cose si mettono così tanto sul tattico, deve saltare un numero da qualche parte. Nella salita finale ho preso la prima posizione ed era quello che voleva fare. Come purtroppo è successo in questi anni Klaebo si è dimostrato più forte, io il mio Mondiale l'ho vinto due anni fa, tra due anni ce ne sarà un altro".

"Mi sono proposto obiettivi sempre più ambiziosi anno dopo anno, ho toccato l'apice con l'argento olimpico, da quel momento in poi l'obiettivo è il mantenimento. Ho corso tanto per tre quattro anni cercando di spremermi fino all'osso provando a portare a casa il risultato massimo. Ma continuando in quel modo sarebbe stata dura e allora ho trovato un modo nuovo per approcciarmi alla mia vita da sportivo, con tanta serenità e tranquillità, e fiducia nei miei mezzi. Questo stato d'animo lo devo anche a chi mi sta intorno, partendo da Greta, passando dalla mia famiglia e finendo con la squadra. Questi risultati sono il modo migliore per ripagare tutti. I tifosi? Sabato scorso a Cogne ho ricevuto tanta energia, oggi lo si è visto in gara. Da parte loro c'è sempre tanta spinta, cerco di farli gioire sugli spalti. Il sorriso porta i risultati o i risultati portano il sorriso? La prima, non ci sono dubbi", conclude Pellegrino.



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