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Insulti razzisti a portiere 14enne, gara sospesa

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Insulti razzisti a portiere 14enne, gara sospesa

(Fotogramma)

Insulti razzisti al giovane portiere degli ospiti. E' successo ieri pomeriggio durante la partita del campionato Giovanissimi provinciali tra Cairese e Priamar sul terreno in sintetico del Brin B. Un episodio, raccontato dal Secolo XIX, che ha mandato su tutte le furie i familiari del ragazzo che, dal canto suo, è rimasto al suo posto. E’ anche grazie ai suoi interventi che i rossoblù sono tornati a casa con un pareggio. Ma ancora una volta la partita è finita in secondo piano.


"Grande vicinanza a tutti i ragazzi in campo che hanno vissuto una brutta giornata - commenta il direttore generale della Priamar, Roberto Ferrero -. Purtroppo un gruppo di giovani forse della stessa età di chi era in campo, ha esagerato. Il tifo è degenerato in insulti pesantissimi e anche discriminazione razziale nei confronti del nostro portiere". Un episodio che ha costretto il direttore di gara, Cinzia Oliva della sezione di Savona, a interrompere per due volte il match. "E’ stato veramente spiacevole - prosegue Ferrero - Ma ci tengo a precisare che la Cairese non è colpevole, i dirigenti hanno fatto di tutto per tranquillizzare la situazione. Anche l’arbitro è stato in gamba. Il nostro portiere ha dimostrato grande maturità e ha proseguito a giocare. L’accaduto, però, deve far riflettere".

La partita era attesa e già nel match di andata c’era stato qualche screzio tra i giocatori. La settimana è poi proseguita con un botta e risposta sui social e in campo tutto si è svolto senza problemi. Pronte le scuse della dirigenza della Cairese. "Condanno fermamente il gesto e chiedo scusa a nome della società e mio personale alla Priamar e al ragazzo - esordisce il direttore generale della Cairese, Franz Laoretti -. Gli autori di questo gesto non sono tesserati della Cairese. Nessuno deve permettersi di discriminare un’altra persona, ragazzo o adulto, per il colore della pelle - prosegue Laoretti - I nostri dirigenti sono subito intervenuti. La Cairese ha fatto dell’accoglienza una delle sue priorità".

Ana, la madre del ragazzo, ha le lacrime agli occhi mentre racconta al Secolo XIX la disavventura vissuta ieri pomeriggio sul campo di Cairo dove sono scesi in campo la Cairese 2004 e la Priamar dove gioca il figlio. "Ci hanno accolto con gli striscioni benvenuti all’inferno - aggiunge la donna - ma soprattutto hanno beccato tutta la gara mio figlio con epiteti spiacevoli. 'Negro di merda'. L’hanno sentito tutti, anche l’arbitro, una donna, ha invitato i tifosi di casa a smetterla altrimenti sospendeva la gara, ma nulla. Non si può andare avanti così. Mio figlio mi ha detto di stare tranquilla, che a lui quelle parole sono entrate da una parte e uscite dall’altra, ma a me hanno fatto malissimo. Noi genitori non possiamo tollerare una cosa del genere. Bisogna fare qualcosa".



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