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Festa italiana

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Festa italiana

(Afp)

Sono passate da poco le 18 a Losanna quando Thomas Bach, presidente del Cio, mostra la busta del vincitore: le Olimpiadi invernali del 2026 si giocheranno a Milano-Cortina. L'Italia batte così la Svezia per 47 voti a 34 ed è subito festa. Il Belpaese tornerà ad ospitare i Giochi invernali per la terza volta, vent'anni dopo Torino 2006 e 70 anni dopo l'edizione di Cortina 1956.


Il premier Giuseppe Conte non ha dubbi: "Ha vinto l'Italia - afferma - un intero Paese che ha lavorato unito e compatto con l'ambizione di realizzare e offrire al mondo un evento sportivo 'memorabile'". Per Conte "è la vittoria di tutti: del Coni, delle Regioni, delle Città e degli enti locali coinvolti, delle varie federazioni sportive, dei numerosissimi atleti, di tutto il sistema sportivo e imprenditoriale italiano, del governo".

E se il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, plaude alla notizia da Milano mentre partecipa alla settima edizione del Premio Giorgio Ambrosoli, il ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini non risparmia una frecciatina "a chi ha rinunciato", riferendosi a Torino, che a settembre fatto retromarcia sulla candidatura: "Vincono l'Italia, il futuro e lo sport: grazie a chi ci ha creduto fin da subito, soprattutto nei Comuni e nelle Regioni - dice Salvini - e peccato per chi ha rinunciato". Per L'altro vicepremier Luigi Di Maio "ha vinto lo sport, la sua purezza e l'entusiasmo di un intero Paese, lontano da ogni logica di potere, lontano da ogni interesse".

L'entusiasmo è comunque contagioso. Non lo trattiene il presidente del Coni, Giovanni Malagò: "Sono molto emozionato - spiega - è un risultato molto importante non solo per me ma per l'intera nazione". Non lo contiene il sindaco di Milano, Giuseppe Sala che non contiene la gioia e salta e sventola il tricolore per festeggiare il traguardo raggiunto. "Siamo molto soddisfatti, il mio obiettivo personale è lavorare per la città e supportarla fino al 2026" dice. Ad essere soddisfatto è anche il sottosegretario Giancarlo Giorgetti: "L'ambizione di un politico è scrivere pagine di storia e nel nostro piccolo oggi lo abbiamo fatto - ammette -. Per uno che fa politica è una bella soddisfazione".



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