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"Sì a un Mondiale di strade bianche", l'Uci accoglie l'idea del ritorno alle origini

Lappartient accoglie l'idea dell'inventore dell'Eroica, Brocci: 'il ciclismo cambia e dobbiamo cambiare anche noi'

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Sì a un Mondiale di strade bianche, l'Uci accoglie l'idea del ritorno alle origini

David Lappartient, presidente Uci

(di Paolo Bellino) - L'Unione ciclistica internazionale dice sì a un circuito mondiale di gare professionali su sterrato -internazionalmente chiamato "gravel", ghiaia-. L'idea era stata avanzata al presidente del governo mondiale del ciclismo, David Lappartient, la settimana scorsa, dall'inventore dell'Eroica, Giancarlo Brocci, durante un incontro nella sede Uci ad Aigle, in Svizzera.


Lappartient, in Australia per il Tour Down Under, ha risposto in conferenza stampa a chi gli chiedeva se la proposta avesse un futuro. "Penso proprio di sì -ha risposto il presidente Uci-, ne abbiamo discusso ed è qualcosa a cui stiamo lavorando. Stiamo lavorando su questo, perché in Uci crediamo che nel gravel ci sia un vero futuro e un enorme potenziale".

Lo sterrato "è nel Dna del ciclismo fin dall'inizio e adesso è tornato estremamente popolare. Il ciclismo cambia -ha concluso Lappartient- e dobbiamo cambiare anche noi. Certo, le federazioni internazionali sono un po' come le grandi navi, lente da manovrare, ma c'è consapevolezza che dobbiamo adattarci alla realtà di oggi, e non solo adattarci ma anche anticipare quale sarà il futuro del nostro sport".

"All'incontro di Aigle con Lappartient ho rappresentato un pensiero, un popolo ed una storia -afferma soddisfatto Brocci-.Ho parlato di ciclismo eroico, di ciò che abbiamo messo in movimento da un quarto di secolo, dell'idea di recuperare strade dimenticate, a partire da quelle senza asfalto, veicolando un messaggio di ricerca di libertà, di sicurezza, di necessità di togliere uno sport così grande dall'assedio del motore e, troppo spesso, dell'inciviltà".



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