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Sara Simeoni: "Già vissuto questa incertezza ai tempi di Mosca '80"

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Sara Simeoni: Già vissuto questa incertezza ai tempi di Mosca '80

Sara Simeoni

"Capisco bene la situazione psicologica degli atleti negli ultimi tempi, con l'incertezza della partecipazione ai Giochi. D'altronde l'ho vissuta anch'io a Mosca 1980, so come ci si sente. Poi andò tutto bene". Lo rievoca, in una conversazione con l'Adnkronos, Sara Simeoni, oro nel salto in alto proprio a Mosca, Olimpiade in bilico fino all'ultimo a causa dell'invasione sovietica dell'Afghanistan e l'irritazione degli Usa dell'amministrazione Carter che portò gli Usa al boicottaggio.


"Credo che in una situazione come questa la decisione sia quella più sensata, non c’era alternativa, non si risolve dall’oggi al domani. Il virus è mondiale, e non si sa quando la pandemia finirà. Lo scopo delle Olimpiadi è quello di unificare, quindi non poteva essere altrimenti, anzi potevano prendere prima questa decisione. Ma va bene così, la salute è la cosa più importante e lo sport, per i suoi valori, sempre che ci siano e abbiano ancora senso, non poteva non adeguarsi. E' doveroso che lo sport si fermi e che ripensi davvero al senso delle cose. E poi è solo un anno", conclude.



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