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Lombardia e Veneto riaprono gli stadi, il governo convoca le Regioni

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Lombardia e Veneto riaprono gli stadi, il governo convoca le Regioni

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A quando si apprende stata convocata per questo pomeriggio alle 17.30 una riunione politica alla presenza dei ministri Spadafora, Speranza e Boccia sulle problematiche relative alla capienza degli stadi per eventi sportivi. La riunione, che si terrà in video conferenza, segue la decisione di alcune Regioni di riaprire parzialmente al pubblico gli impianti.


In Lombardia, a decorrere da oggi, "è consentita la presenza del pubblico durante gli eventi e le competizioni sportive, ivi compresi quelli riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (Coni), dal Comitato italiano paralimpico (Cip) e dalle rispettive federazioni, ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali, di ogni disciplina, all’interno di impianti sia all’aperto che al chiuso, limitatamente a quei settori nei quali sia possibile assicurare posti a sedere da assegnare ai singoli spettatori per l’intera durata dell’evento e nel rispetto delle misure previste dall’allegato della presente ordinanza", si legge nel testo firmato oggi dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e che "produce effetti fino al 15 ottobre 2020".

Sempre oggi la Regione Veneto ha annunciato il via libera alla presenza del pubblico negli impianti sportivi per un massimo di 1.000 persone negli impianti all'aperto e 700 in quelli al chiuso, secondo quanto previsto dall'ordinanza firmata dal presidente Luca Zaia e valevole da oggi fino al 3 ottobre prossimo.

Nessuna apertura però, nemmeno parziale, allo stadio Bentegodi di Verona dove questa sera si gioca Hellas Verona-Roma valida per la prima giornata di campionato. La decisione è dovuta alla mancanza di tempo per rendere operativa l'ordinanza e organizzare in tempi strettissimi una eventuale vendita di biglietti e l’assistenza interna con steward sugli spalti.

Intanto ieri, con l’ordinanza firmata dal presidente Stefano Bonaccini, anche la Regione Emilia-Romagna aveva detto sì alla presenza del pubblico (fino a mille persone) a Parma e a Reggio Emilia per le due partite – dei gialloblù e del Sassuolo - del campionato di serie A di calcio in programma domenica 20 settembre e al Gran Premio di Formula 1 (fino a 13.147 persone) in programma dal 31 ottobre al 1 novembre a Imola.

"Non mi piace dirlo, ma lo devo fare a voce alta, il calcio merita rispetto, bisogna pianificare le cose dialogando", ha rimarcato il presidente della Lega di Serie A, Paolo Dal Pino, commentando ai microfoni di 'Radio Deejay' la mini-apertura degli eventi sportivi al pubblico e sottolineando di non essere stati ascoltati dal ministero dello Sport guidato da Vincenzo Spadafora.

"A luglio abbiamo fatto con i migliori consulenti in circolazione uno studio di 300 pagine su come riaprire gli stadi in totale sicurezza, nessuno ci ha mai chiamato nemmeno per affrontare questo discorso -ha proseguito Dal Pino-. Il Cts fa enormi sforzi per occuparsi del paese, siamo grati a loro per quello che stanno facendo. Ma rispetto al nostro ministero dello sport il dialogo non è quello che dovrebbe essere".

"Il calcio rappresenta una delle più grandi industrie italiane, con un grande gettito tributario e previdenziale, dà lavoro a 300mila persone fra diretto e indiretto, e rappresenta un fenomeno sociale importante. Mi spiace dirlo, ma devo dirlo a voce alta, c' è bisogno di rispetto. Da parte nostra c'è un movimento che ha poco ascolto", ha sottolineato.

A stretto giro la replica del ministro per lo Sport. "Ho letto con stupore le dichiarazioni di Dal Pino sulla mancanza di dialogo tra il Governo e il mondo del calcio - le parole di Spadafora - L’attenzione è stata costante, le soluzioni trovate per portare a termine lo scorso campionato e iniziare nei tempi quello che comincia oggi sono state condivise. Abbiamo assicurato una attività continua e giornaliera di supporto: solo per citare alcune delle cose, l'audizione di lunedì scorso al Comitato tecnico scientifico, richiesta da me a seguito della bocciatura del protocollo per la riapertura degli stadi, che non è affatto stato ignorato come sostiene Dal Pino, ha avuto come oggetto anche i protocolli per l'alleggerimento della frequenza dei tamponi, su cui ha discusso nuovamente il Cts ieri e su cui stiamo attendendo le decisioni".

"Ricordo poi la norma per il corridoio per gli atleti stranieri che possono quindi derogare alla quarantena e senza la quale non sarebbero ripartiti i campionati, e le tante singole segnalazioni che abbiamo ricevuto da molti club e che abbiamo aiutato a risolvere, dalle partite fino ad arrivare ai protocolli per la riapertura di tutto il calcio dilettantistico nonché il grande risultato ottenuto dell'apertura del Cts in merito all'apertura degli stadi a partire da ottobre", ha proseguito il ministro.

"Pochi giorni fa il presidente della Figc è stato ricevuto dal presidente del Consiglio, e a seguito dell’incontro a Palazzo Chigi si è confermata la volontà comune di riaprire gradualmente gli stadi a partire da ottobre, in attesa dell’analisi delle curve dopo la riapertura delle scuole", ha precisato Spadafora.

"Il Dpcm in vigore dai primi di agosto e rinnovato a settembre consente dei margini di intervento ai presidenti delle Regioni, ed alcuni hanno deciso di aprire gli stadi nei loro territori, seguendo le norme previste", ha spiegato il ministro Spadafora.

"Riceverò con piacere il presidente Dal Pino nei prossimi giorni: la ripresa del campionato è una buona notizia per tutti gli appassionati e gli sportivi, tra cui il sottoscritto. Spero in una stagione di sport entusiasmante e faccio il mio in bocca al lupo a tutte le squadre coinvolte”, ha concluso.



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