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"Ti facciamo fuori", proiettili e minacce a Massimo Ferrero

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Ti facciamo fuori, proiettili e minacce a Massimo Ferrero

Fotogramma /Ipa

di Silvia Mancinelli


"Ti facciamo fuori, guardati le spalle", "Ti ammazziamo". E proiettili spediti a casa, striscioni davanti Casa Samp, lancio di oggetti, blitz in 50 sotto l'abitazione di Roma, vetri spaccati. E' la vita di Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria, "movimentata" dai tifosi che incalzano per la vendita della società e per il perfezionamento di una trattativa di cessione. Ieri, a quanto apprende l'Adnkronos, l'ultima denuncia presentata contro ignoti dal 'Viperetta' e raccolta direttamente in casa sua a Roma dai poliziotti che già indagano per identificare i responsabili.

Due anni di striscioni appesi e vessazioni, sempre da chi preferisce restare dietro uno schermo, pubblicando post sui social, o agire nel cuore della notte. Ferrero, che non si è mai piegato, all'Adnkronos dice: "Ci convivo male, ma ci convivo e seguito sulla mia strada - ribadisce il presidente blucerchiato -. Certo, sarebbe meglio non riceverle queste minacce perché non sai mai chi hai davanti".

Di chi lo tormenta per la trattativa sfumata e la cessione della società sportiva dice: "Chi mi minaccia è invisibile, non so chi siano i mandanti, ma vado avanti a barra dritta con il mio lavoro cercando di fare sempre meglio". "Ho paura per i miei figli, solo questo - spiega ancora - ma il lavoro mi aggrada e non mi fa pensare a persone che, se fanno quello che fanno, hanno qualche problema. Vengano a dirmelo vis a vis, io voglio bene a tutti".



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