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Torre Maura, portati via i primi rom

03 aprile 2019 | 09.13
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Rifiutano altra struttura: l'uscita (VIDEO 1- 2 - 3 - 4). Procura apre fascicolo dopo le proteste nel quartiere alla periferia est di Roma (FOTO). Si indaga per odio razziale. La rabbia dei residenti: "Non molliamo" (VIDEO 1 - 2). Esplode bomba carta, braccia destre alzate e inno d'Italia (VIDEO)

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(AdnKronos)

di Silvia Mancinelli
Tensione a Torre Maura, a Roma. Una bomba carta è esplosa in serata sul retro della struttura di accoglienza, in via Paolo Savi. I primi due rom hanno lasciato il centro su un pulmino scortato dalla Polizia Locale, mentre i residenti gridavano insieme ai rappresentanti di Casapound e Forza Nuova contro gli ospiti affacciati alle finestre.

Poco dopo, tra cori e proteste, è uscito anche il secondo pulmino del Comune di Roma con un solo rom a bordo (VIDEO 1- 2 - 3 - 4). I residenti all’esterno, insieme ai rappresentanti locali di Casapound e Forza Nuova, hanno colpito a pugni il mezzo intonando l’inno d’Italia con le braccia destre alzate.

Successivamente è uscito il terzo pulmino con a bordo sette rom, tra cui uomini e donne - in strada i militanti di Forza Nuova con fumogeni e bandiere italiane - e poi un altro ancora con 5 rom a bordo, tra i quali anche bambini, mentre è entrato il furgone con i pasti, più volte bloccato durante il giorno dalla protesta. Dopo l'uscita dell’ultimo mezzo sale così a 15 il numero dei rom trasferiti in altre strutture della Capitale. Rimandato a domani il trasferimento di altri tre rom atteso per questa sera. Una decina di persone hanno rifiutato il nuovo centro di accoglienza cui erano stati destinati e di fatto sono in strada.

Le operazioni riprenderanno giovedì, così come il presidio del quartiere. I rom verranno spostati e sistemati nei prossimi giorni, così come annunciato dal Capo di Gabinetto Stefano Castiglione e come promesso nel pomeriggio dal delegato alla Sicurezza del Comune di Roma, Marco Cardilli, in strutture dislocate sul territorio, comunque lontane dal VI municipio. "Non li vogliamo, questi rubano e non hanno voglia di integrarsi" ripetono gli abitanti di questa fetta di borgata.

Dopo le proteste nel quartiere alla periferia est di Roma la Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine (FOTO). I reati ipotizzati sono danneggiamento e minacce aggravate dall'odio razziale. I pm attendono una prima informativa delle forze dell'ordine sui fatti. La Digos di Roma sta analizzando le immagini di alcuni video per individuare i responsabili dei danneggiamenti avvenuti nel quartiere. Durante la protesta tre cassonetti sono stati usati come barricate e poi sono stati dati alle fiamme ed è stata bloccata la consegna dei pasti all'interno della struttura. E' stata bruciata anche un'auto in uso alla cooperativa che gestisce il centro d'accoglienza.

Quella di martedì, per chi vive nel quartiere, è stata il culmine di una violenza dettata dall'esasperazione. I residenti di Torre Maura denunciano una situazione insostenibile, con 15 dei 49 Sprar su tutta Roma proprio nel VI municipio. Era il 16 gennaio scorso quando 118 e 112 intervennero al centro di accoglienza tra via Paolo Savi e via dei Codirossoni per una rissa tra extracomunitari all'interno del centro. Si picchiarono con tazze e bottiglie di vetro rotte e un uomo finì in ospedale con una ferita lacero contusa al cranio.

"La notte scorsa è venuto qui il capo di Gabinetto, Castiglione, spiegandoci che nella prima mattina di oggi avrebbero portato via i rom. Non abbiamo dormito, presidiamo" ha spiegato uno dei tanti residenti di Torre Maura davanti all'ingresso del centro di accoglienza protetto dai poliziotti del Reparto Mobile. La guerriglia della notte ha tolto la voce ai più che stamattina sono tornati in via dei Codirossoni, chi in ciabatte, chi con tute infilate in tutta fretta. "Ai pochi extracomunitari che ancora sono nella struttura, un tempo polo fisioterapico funzionante, si sono aggiunti almeno 75 rom. Che stanno ancora qui, anzi li abbiamo visti a fare colazione".

"Noi restiamo qui - ha incalzato Rita, una residente - ci siamo dati il cambio con chi ha fatto la notte. Finché non li mandano via non molliamo. Gli hanno dato 7 giorni di tempo per andarsene, aspettiamo".

"Finché resta in piedi, questa struttura sarà per noi sempre un problema - ha spiegato Carlotta - Dentro è uno schifo adesso, e pensare che è stata una casa degli studenti e poi una struttura ospedaliera che aiutava chi aveva problemi. Adesso hanno trovato il modo di farci i soldi, mettendoci gli extracomunitari prima e i rom poi".

Hanno paura a uscire dall'edificio, invece, le donne e le bambine rom affasciate alla finestra del centro di accoglienza. Una grande vetrata che dà proprio sull'ingresso principale in via dei Codirossoni e oltre il quale ci sono i residenti che non li vogliono. "Abbiamo paura a uscire" dicono, mentre i residenti gli urlano contro: "Ve ne dovete andare, non vi vogliamo". I poliziotti schierati al cancello pronti a evitare una nuova guerriglia. La saracinesca viene abbassata dopo lo scambio di insulti, qualcuno torna a far capolino dalle scale. Ma nessuno osa mettere piede in strada.

Sul caso è intervenuta anche la sindaca di Roma, Virginia Raggi: ''Sono intervenuta questa notte per evitare che la situazione degenerasse - ha spiegato la prima cittadina - C'era un clima molto pesante, di odio anche perché è stato gravato per molti anni da problematiche e pressioni sociali. Sono intervenuta per tutelare i tanti cittadini onesti di quel quartiere e i 33 bambini rom che rischiavano la vita. Li stiamo ricollocando in altri centri di tutto il territorio cittadino perché il dovere dell'amministrazione è quello di tutelare la vita e l'incolumità delle persone''. ''Non possiamo cedere all'odio razziale di chi continua a fomentare questo clima e continua a parlare alla pancia delle persone - ha aggiunto Raggi - E mi riferisco particolarmente a CasaPound e Forza Nuova''.

La sindaca, dopo i fatti accaduti a Torre Maura, non esclude provvedimenti disciplinari nei confronti degli uffici amministrativi per la "gestione inqualificabile" dei trasferimenti. Secondo quanto si apprende, la decisione del trasferimento dei nuclei familiari nel centro accoglienza sarebbe avvenuta meramente sulla base di un iter amministrativo senza alcun input politico a livello municipale né tantomeno comunale e senza il coinvolgimento di altri enti o istituzioni competenti. La prima cittadina, riferiscono fonti del Campidoglio, ha richiesto agli uffici una relazione approfondita e puntuale di quanto accaduto.

"Obiettivo: zero campi Rom. Bene chi si vuole integrare, ma sono stufo di sprecare i soldi degli italiani per mantenere chi si comporta male" ha scritto su Twitter il ministro dell'Interno, Matteo Salvini.

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