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Stamina, si è conclusa senza problemi a Brescia l’infusione su Federico

07 giugno 2014 | 12.14
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Il direttore generale degli Spedali Civili Belleri: “Nessuna difficoltà”. Il bimbo di Fano di 3 anni e mezzo, affetto da morbo di Krabbe, “rimane ricoverato nella struttura e se tutto andrà per il meglio forse già domani verrà dimesso”. Andolina aveva annunciato ieri la decisione di praticare lui stesso le infusioni

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Si è conclusa “senza problemi né difficoltà“ l’infusione con il metodo Stamina sul piccolo Federico Mezzina. Lo ha spiegato all’Adnkronos Salute il direttore generale dei Civili di Brescia, Ezio Belleri, che ha aggiunto: “Dunque i nostri operatori non sono dovuti intervenire”. “Il bimbo” di Fano di 3 anni e mezzo, affetto da morbo di Krabbe, “rimane ricoverato nella struttura e se tutto andrà per il meglio forse già domani verrà dimesso”, conclude Belleri.

La conferma arriva anche il vice presidente di Stamina Foundation, Marino Andolina, che ha praticato personalmente l’infusione sul piccolo, dopo che un giudice di Pesaro ha imposto la prosecuzione del trattamento Stamina. “Abbiamo fatto tutto, senza problemi”, ha detto all’Adnkronos Salute.

“Spinale conclusa, tutto bene per il piccolo Federico. Bravo Andolina e brava Erica”, scrive dal canto suo su Twitter Davide Vannoni, riferendosi alla biologa di Stamina, Erica Molino.

Se il ministro della Salute non tutela la salute, qual è il suo ruolo?”. A chiederselo, esprimendo il suo sconcerto per quanto sta accadendo ai Civili di Brescia, è Michele De Luca, direttore del Centro di Medicina Rigenerativa Stefano Ferrari dell’Università di Modena e Reggio Emilia. “Mai nella mia carriera - confida De Luca - avrei pensato di assistere in Italia a uno spettacolo simile: un giudice che nomina commissario ad acta un indagato accusato di truffa e altri gravissimi reati, che è anche vice presidente dell’ente per cui è indagato, in spregio a qualsiasi attenzione per il conflitto di interesse; quel commissario ad acta, che non lavora neppure più per il sistema sanitario nazionale, si autorizza da solo, contro la volontà della direzione sanitaria di uno dei principali ospedali del Paese, a praticare le stesse infusioni per cui è indagato”. “Dove sono le istituzioni? - si domanda ancora De Luca - Perché il ministero della Salute non si presenta coi Nas all’ospedale di Brescia per fermare questo scempio? Perché il ministero della Giustizia e il Csm non intervengono urgentemente sulla pantomima di sentenze contraddittorie emesse da giudici che non hanno e non possono avere alcuna competenza tecnica medico-scientifica per autorizzare infusioni di intrugli segreti potenzialmente pericolosi ancorché inefficaci? Perché chi dovrebbe tutelare il diritto alla salute e alla sicurezza dei cittadini lascia che pazienti inermi siano dati in pasto a individui che non hanno la più pallida idea di cosa sia una cellula staminale e rilasciano dichiarazioni scientificamente agghiaccianti? Credo, a malincuore, che la fuga dei cervelli e delle persone serie da questo Paese evidentemente allo sbando stia diventando ormai ineluttabile”, conclude indignato il professore.

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