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Stamina, Andolina: “Domani farò infusioni a Federico”. Oltre 500 ricorsi in due anni

06 giugno 2014 | 16.00
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Lo afferma all’Adnkronos Salute il vice presidente di Stamina Foundation: “Il direttore generale degli Spedali Civili di Brescia ha deciso di non opporsi all’ordinanza di Pesaro. Quindi sabato alle 10 sarà avviata la procedura per praticare l’infusione al piccolo Mezzina”. I ricorsi per il via libera alla cura sono stati 519, emesse 291 ordinanze favorevoli alla prosecuzione della terapia. 68 sono ancora “in attesa di decisione”; 160 respinti (”diniego al trattamento”)

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“Il direttore generale degli Spedali Civili di Brescia, Ezio Belleri, ha deciso di non opporsi all’ordinanza di Pesaro e a quanto mi è stato richiesto in qualità di ausiliario del giudice. Quindi sabato alle 10 sarà avviata la procedura per praticare l’infusione al piccolo Federico Mezzina”, il bimbo di 3 anni e mezzo affetto da morbo di Krabbe. “La farò io stesso, evitando imbarazzi ai medici di Brescia che hanno deciso di non somministrare più i trattamenti”. Lo afferma all’Adnkronos Salute Marino Andolina, vice presidente di Stamina Foundation.

L’annuncio di Andolina arriva dopo l’ennesimo appello della mamma di Federico, Tiziana Massaro: “Chiedo solo il rispetto della legge, dell’ordine dei giudici e della vita di questa creatura. Siamo pronti ad azioni penali, se necessario”. Il piccolo già trattato con il metodo proposto da Davide Vannoni ha alle spalle già 7 infusioni.

Ricorsi - Sono stati oltre 500 ricorsi, in meno di due anni, per ottenere il via libera alle infusioni a base di cellule staminali, secondo il metodo Stamina. Di questi 519 ricorsi, ben 482 sono stati avanzati negli ultimi mesi, dopo l’approvazione del ‘decreto Stamina’, inizialmente messo a punto dall’ex ministro della Salute Renato Balduzzi, convertito in legge lo scorso maggio, quando alla guida del dicastero c’era già l’attuale ministro Beatrice Lorenzin. E’ quanto emerge dai dati in possesso dell’Adnkronos Salute, presentati dagli Spedali Civili di Brescia in una delle audizioni svolte in Commissione Igiene e Sanità del Senato e raccolti dal Gruppo Biodiritto della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Trento, che da ormai più di dieci anni svolge attività di ricerca sulle questioni relative al rapporto fra diritto e scienze della vita (inizio e fine vita, genetica, libertà di cura, ricerca scientifica, farmaci).

Questa, nel dettaglio, la fotografia delle decisioni prese - da agosto 2012 a marzo 2014 - dai giudici dei diversi Tribunali. I ricorsi sono stati 519. Di questi, 68 sono ancora “in attesa di decisione”; 160 sono stati respinti (”diniego al trattamento”). Per sottrazione, quindi, dovrebbero essere state emesse 291 ordinanze favorevoli alla prosecuzione della terapia. Circa il doppio di quelle respinte. Fra le 291 ordinanze positive, 43 sono caratterizzate dall’indicazione del giudice che ha ordinato “la produzione delle cellule in Cell Factory”.

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