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Staminali: comitato etico Brescia, Aifa disse 'no condizioni ostative' Stamina

18 febbraio 2014 | 15.09
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Roma, 18 feb. (Adnkronos Salute) - "Il comitato etico, nella riunione del 5 luglio 2011, ha ritenuto di non autorizzare l'uso della terapia cellulare" con metodo Stamina, sottolineando "che bisognava ricorrere alla produzione in Gmp (Good Manufacturing Practices), come era stato ribadito dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) con una comunicazione di Carlo Tomino e come era già stato anticipato" dall'allora direttore generale dell'Agenzia "Guido Rasi all'ospedale Burlo Garofolo di Trieste". Così il presidente del comitato etico degli Spedali Civili di Brescia, Francesco De Ferrari, ascoltato in audizione alla commissione Sanità del Senato sul caso Stamina.

"Dopodichè - ha aggiunto - è stata mandata dall'azienda ospedaliera un'ulteriore richiesta a Tomino, in cui si elencava quali erano le condizioni nella quali si riteneva di poter operare, chiedendo di avere una risposta entro 15 giorni. La risposta è arrivata dopo pochi giorni, prima ancora che fosse stata ricevuta la documentazione, e si diceva che non si ravvedevano condizioni ostative" all'uso della terapia messa a punto da Davide Vannoni. "Sulla base di questo - ha spiegato - abbiamo cambiato idea. Questo a fronte di quello che abbiamo interpretato come un cambiamento di parere di chi aveva scritto che bisognava si operasse in Gmp, e il mese dopo che non c'erano condizioni ostative". Ferrari ha dunque evidenziato che "il comitato etico ha detto no e, ci fossero o non ci fossero pressioni, abbiamo resistito 'attaccandoci' al parere" dell'Aifa. Nel momento in cui "era cambiato anche il parere di riferimento, è stato ancora più difficile tentare di resistere" nel sostenere il 'no' alle infusioni. (segue)

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