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Staminali: papa' Gioele, i figli sono la nostra arma, 5 maggio a Brescia (2)

28 aprile 2014 | 14.59
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(Adnkronos Salute) - Il giudice di Marsala ha disposto che le infusioni per Gioele ripartano entro il 5 maggio. "Ad oggi però dall'ospedale di Brescia non abbiamo alcuna notizia", prosegue il padre, intenzionato a "contattare la Protezione civile per mettere in volo un aereo" che trasporti il bimbo in Lombardia. "Siamo qui e andremo avanti - incalza - perché a mio figlio ho giurato due cose: che sarei sempre stato la sua voce, e che non l'avrei mai fatto fatto morire per colpa dell'uomo". I genitori di Gioele raccontano che dopo la prima infusione il figlio non ha più avuto crisi respiratorie, ha guadagnato peso ed espressività, ma dal "blocco assurdo" della terapia "ha perso 2 chili e ha bisogno dell'ossigeno". Ludovica invece "da un anno riesce a respirare da sola", nonostante l'ultima delle 4 infusioni ricevute risalga al dicembre 2013. "Ha avuto miglioramenti inimmaginabili senza altri farmaci", testimonia la madre. "Si è svegliata, è ritornata tra noi".

Tra pazienti e associazioni c'è anche chi, "per la libertà di cura" e perché "ogni singola persona può contribuire a decidere le sorti del Paese", insieme a Vannoni si candida alle Europee con Io Cambio. Come Maria Riccelli, presidente di Meda-Movimento europeo diversamente abili international. O Elisa Vavassori di Carugate (Milano), giornalista, 33 anni di cui quasi 32 vissuti in lotta contro la Sma2. "Purtroppo non sono in cura con Stamina - spiega - Ci ho provato, ma ho perso 4 ricorsi. Non mi sono mai interessata di politica, però se non la fai la subisci e allora ho deciso. Conosco tutti i bambini in cura e lo faccio per loro. Li ho visti prima e dopo le infusioni, sono migliorati tantissimo ma ora senza terapia sono regrediti. La vicenda giudiziaria di Vannoni non mi interessa, mi interessa la metodica. Non penso che Stamina sia la cura, ma se può fermare la malattia va sperimentata. Non vogliamo alzarci e correre la maratona di New York: per una persona come noi anche riuscire a bere un bicchiere d'acqua è una grande conquista. Ma la scienza ha interessi economici, non le interessa curarci. Per la scienza siamo numeri, non persone".

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