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Startup: madre e figlia lanciano divise fashion per personale ristoranti

19 maggio 2021 | 19.06
LETTURA: 4 minuti

Un progetto di imprenditoria femminile per colorare la sala con wax e stoffe italiane e un messaggio di fiducia per il settore

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‘Welcome back Italia’: è questo il messaggio di positività e rinascita che Waxmore, startup di Firenze, vuole lanciare attraverso una linea di abbigliamento fashion, funzionale e artigianale per il personale di sala con inserti in wax e stoffe italiane a tinta unita. Guidata da Maria Cristina Manca, antropologa e stilista, ed Elena Fortuna Di Bella Manca, specializzata in comunicazione e marketing, rispettivamente madre e figlia, Waxmore è un progetto di imprenditoria femminile che nasce nel 2020 e unisce moda e cibo, due pilastri del made in Italy, con l’obiettivo di conferire uno stile unconventional alle divise e agli accessori della ristorazione.

Waxmore vuole essere la soluzione ideale per tutti coloro che vogliano creare uno stile unico, artigianale e made in Italy. Le eleganti proposte sartoriali di Waxmore sono create per fare entrare la moda in sala e far risplendere l’accoglienza soprattutto in questo periodo storico così particolare. Dopo aver 'rivestito' vari settori della ristorazione - dalla cucina stellata dello chef Marco Stabile del ristorante 'Ora d’Aria' a Firenze a 'La Grande Via-La Mausolea' di Franco Berrino ed Enrica Bortolozzi - le co-founder di Waxmore si sono rese conto di quanto fosse importante il lavoro svolto dal personale di sala, o meglio da tutti coloro che si occupano di accoglienza, e hanno deciso di creare una linea sartoriale dedicata al mondo dell’hospitality.

“Con le nostre creazioni vogliamo lanciare un messaggio di fiducia per la ripartenza del settore. Appena si varca la porta di un locale, anche solo per una pietanza d’asporto, il cliente si interfaccia subito con le persone che lo accolgono. Il primo sguardo si posa su di loro e la prima impressione, ora più che mai, resta fissa nella mente. Tutto parte da quel primo momento che dà l’idea del locale", spiega Maria Cristina Manca. Ecco perché è fondamentale indossare un abbigliamento esteticamente bello ma anche pratico e unico rispetto all’identità del locale, che rispecchi l’immagine coordinata del proprio brand - dall’abbigliamento all’arredamento fino al packaging - e che, soprattutto oggi, sia portavoce di forza e positività.

Come si intuisce dal nome dell’azienda, Maria Cristina ed Elena realizzano divise e accessori con wax prints e stoffe italiane tinta unita. Gli inserti wax 100% cotone, sono estremamente resistenti alle alte temperature, sono molto versatili e sono stampati su entrambi i lati. I caratteristici accostamenti cromatici e le tante fantasie disponibili, ognuna con una stampa a tiratura limitata, rendono ancora più unico ed elegante ogni capo firmato Waxmore.

“Abbiamo scelto il wax perché è il ponte tra tradizione e innovazione, simboleggia la forza, il viaggio, la contaminazione di culture e di storie: è un tessuto che nasce in Olanda, ma come idea parte dall’isola di Java, attraversa l’Africa per poi tornare in Olanda e diffondersi nel mondo. I tessuti wax sono stati protagonisti anche delle passerelle di Dior e del tour estivo di Jovanotti nel 2019”, specifica Maria Cristina.

La produzione avviene nell’atelier artigianale di Firenze, è qui che Maria Cristina - stilista, costumista e antropologa esperta di colori - insieme al suo team seleziona i tessuti e cuciono modelli custom made: “Il cliente è coinvolto in tutte le parti del processo da risultare lui stesso co-creatore del prodotto: dal supporto nella scelta dei prodotti da parte dell’ufficio stile, interno all’azienda, fino all’acquisto e anche dopo. Vogliamo essere sicure che il nostro lavoro piaccia e che rispetti l’immagine del locale”, dichiara Elena.

Le creazioni di Waxmore sono arrivate in molti locali tra cui la cucina stellata dello chef Marco Stabile del ristorante Ora d’Aria di Firenze, la Pizzeria Neverland in provincia di Udine, la gastronomia di pesce dei Voliani a Livorno, il Cocktail in the world mixology in provincia di Arezzo, il Viktoria Lounge Bar di Firenze, e ancora la cucina vegetale del ristorante Sementis a Pietrasanta, La Grande Via/Mausolea di Franco Berrino ed Enrica Bortolozzi e il D’Era Bistrot, ristorante gluten free di Pistoia. Ora Waxmore con lo stile e la creatività che la contraddistingue, è pronta a vestire chi lavora in sala: “Perché chi accoglie crea l’esperienza e l’idea del locale”, ribadiscono le co-founder.

Tra i progetti in cantiere la collaborazione con Francesca Arena, executive chef del Best Western Maison B Hotel, che sta creando una linea di giacche firmata da lui e disegnata da Waxmore. Un altro tassello che conferma la versatilità e la customizzazione del lavoro svolto dalle imprenditrici e da tutto lo staff di Waxmore.

E la creatività di Waxmore arriva anche a casa. Sullo shop waxmore.it gli appassionati di cucina possono acquistare grembiuli, giacche, fasce per capelli, mascherine e tanti altri capi in tessuti wax. Un’opportunità imperdibile per avere un abbigliamento fashion e a prova di chef, anche tra le mura domestiche. Waxmore, inoltre, è un incubatore di lavoro per sarti di origine straniera. Il laboratorio fiorentino offre un training on the job di moda, taglio e cucito della durata di sei mesi, per i richiedenti asilo, ospiti in Toscana. Molti apprendisti che in Africa erano sarti nel laboratorio di Waxmore hanno la possibilità di continuare a formarsi per essere inseriti nel mondo del lavoro.

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