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Stato-mafia, chiesta condanna per Mannino

06 maggio 2019 | 12.23
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Il Pg di Palermo chiede 9 anni di carcere. L'ex ministro: "Richiesta priva di fondamento e prova"

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La Procura generale di Palermo chiede la condanna a nove anni di carcere nei confronti dell’ex ministro Calogero Mannino nel processo stralcio d'Appello per la cosiddetta trattativa tra Stato e mafia che lo vede imputato per minaccia a corpo politico dello Stato. "Le acquisizioni probatorie confermano il timore dell’onorevole Mannino di essere ucciso e le sue azioni per attivare un turpe do ut Des per stoppare la strategia stragista a attivata da Cosa nostra", ha detto il pg Sergio Barbiera prima della richiesta di condanna per l'ex ministro.

"Il collaboratore di giustizia Giovanni Brusca ha dichiarato di avere ricevuto l'incarico di predisporre, subito dopo l'attentato di Capaci, l'omicidio dell'odierno imputato, Calogero Mannino. Anche Francesco Onorato conferma che Mannino 'si deve uccidere'. E l'ex capo mandamento Antonino Giuffrè', vicino al boss Provenzano, ha detto che: Falcone, Lima e Mannino erano nella lista delle persone da uccidere'' ha spiegato ancora Barbiera proseguendo la requisitoria.

Secondo l'accusa, della decisione era stata ''deliberata dalla riunione della commissione provinciale di cosa nostra, riunitasi nel dicembre 1991''. Decisione da ''adottare in caso di esito sfavorevole della imminente sentenza del maxi processo da parte della Cassazione".

Contattato dall'Adnkronos, Mannino, che non è presente in aula, si difende: "La richiesta che l'ufficio dell'accusa ha avanzato è priva di ogni fondamento e prova. Se prova c'è, è quella di una pretesa pregiudiziale e fantasiosa. Anche alla stregua della stessa sentenza Montalto".

"Che tutta la trattativa si riduca alla paura del sottoscritto e dalla sua ispirazione ad un generale dei Carabinieri è soltanto una fake news - dice -. E' tesi priva di fondamento e consistenza, quindi di prova. Sottolineo che la richiesta dell'Ufficio della Procura generale non è giudizio. Attendo fiduciosamente quello". In primo grado Mannino era stato assolto. Il processo d'appello è iniziato il 10 maggio 2017 davanti ai giudici della prima sezione della corte d'appello di Palermo presieduta da Adriana Piras.

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