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Stetoscopio 'culla' batteri, pazienti a rischio germi resistenti

28 febbraio 2014 | 14.43
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Roma, 28 feb. (Adnkronos Salute) - Lo stetoscopio, attrezzo di lavoro simbolo dei medici, finisce sotto accusa. Sarebbe infatti una vera e propria 'culla' di batteri, molto più pericolosa per la trasmissione di agenti patogeni rispetto alle mani dei camici bianchi. A segnalare i rischi dello stetoscopio, inventato in Francia nel 1816 da René-Théophile-Hyacinthe Laennec, è lo studio dell'università di Ginevra pubblicato su 'Mayo Clinic Proceedings'. Considerando che questi strumenti sono usati ripetutamente nel corso di una giornata di visite, entrando direttamente in contatto con la pelle del paziente, il rischio di una contaminazione con migliaia di batteri, compreso lo Staphylococcus aureus meticillino-resistente - il 'super-batterio' Mrsa - è, secondo i ricercatori, più alto rispetto a quello che si può correre con il contatto diretto con le mani del medico.

L'Mrsa, per la sua resistenza ad alcuni antibiotici tra cui le penicilline, crea problemi soprattutto negli ospedali dove i pazienti con un sistema immunitario indebolito sono più esposti al rischio d'infezione. "Dunque lo stetoscopio deve essere considerato come un'estensione delle mani del medico - avvertono i ricercatori - ed essere disinfettato dopo ogni contatto con i pazienti visitati, come accade con le mani".

Lo studio ha esaminato 71 pazienti sottoposti a controlli medici con l'uso delle mani e dello stetoscopio. In seguito, i ricercatori hanno vagliato la presenza di batteri sulle parti dello stetoscopio (il tubo e diaframma) e in quattro parti delle mani dei medici. Ebbene, il diaframma dello stetoscopio è risultato al top della contaminazione rispetto a tutta la mano del camice bianco.

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