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Strage Ardea, "killer sottoposto a consulenza psichiatrica"

14 giugno 2021 | 16.43
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Inquirenti: "Non risulta che l’omicida fosse in cura per patologie di carattere psichiatrico né tantomeno che fosse in possesso di certificazione medica rilasciata da strutture sanitarie"

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(Fotogramma)

“Non è emerso alcun contatto tra l’omicida e le sue vittime né alcun rapporto di conoscenza tra gli stessi”. E’ quanto si legge in una nota congiunta dei Carabinieri del Comando provinciale di Roma e della Procura di Velletri in merito a quanto accaduto ieri ad Ardea, dove un uomo, Andrea Pignani, ha ucciso due bambini e un anziano e poi si è tolto la vita. “Sul conto dell’omicida, Andrea Pignani, figura solamente una lite in ambito familiare, verificatasi con la madre l’11 maggio 2020, che ha reso necessario l’intervento di una pattuglia di Carabinieri presso la loro abitazione di viale Colle Romito”.

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In seguito a ciò, l’uomo era stato portato in ambulanza presso il Pronto Soccorso del Nuovo Ospedale dei Castelli di Ariccia (RM) “ove giungeva volontariamente nel pomeriggio stesso per 'stato di agitazione psicomotoria' con codice azzurro, venendo sottoposto a consulenza psichiatrica, a seguito della quale veniva dimesso la mattina successiva con diagnosi di 'stato di agitazione – paziente urgente differibile che necessita di trattamento non immediato Si affida al padre'".

“Dagli accertamenti eseguiti non risultano ulteriori denunce o segnalazioni a suo carico – spiegano gli inquirenti - né che l’omicida fosse in cura per patologie di carattere psichiatrico né tantomeno che fosse in possesso di certificazione medica rilasciata da strutture sanitarie. Le attività di indagine svolte dai Carabinieri di Frascati e di Anzio, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Velletri, proseguono, anche al fine di verificare eventuali responsabilità in ordine all’illecita detenzione dell’arma da sparo, per la quale non risulta sporta alcuna denuncia".

In merito all'irruzione nella casa di Pignani in cui l'uomo si era barricato dopo aver ucciso i due bambini e l'anziano, gli inquirenti spiegano che intorno alle 15.30 è scattata l'irruzione nell'abitazione da parte del Gis dei Carabinieri, trovando l'uomo nella camera da letto, al secondo piano, cadavere, con ai piedi del corpo una pistola Beretta mod. 81 cal. 7,65, "verosimilmente la stessa utilizzata poco prima per uccidere le tre vittime".

La madre di Pignani rischia un’accusa per detenzione abusiva di armi. La pistola apparteneva al padre del killer, ex guardia giurata, e non era mai stata denunciata dopo la morte dell’uomo, come riferito dagli inquirenti. La madre di Pignani, che viveva nella stessa abitazione, rischia in particolare l’accusa di detenzione abusiva di armi, reato “punito con l'arresto da tre a dodici mesi o con l'ammenda fino a 371 euro”.

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