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Strage Bologna, difensore di Carlos: "La Corte lo ascolti"

28 giugno 2019 | 16.59
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"Carlos in passato aveva dato la sua disponibilità a essere ascoltato sia in sede parlamentare quanto davanti all'autorità giudiziaria. Ma la sua testimonianza è stata ritenuta in entrambi i casi irrilevante e inutile e la richiesta è stata così rigettata. Alla luce di questi nuovi elementi la Corte d'Assise di Bologna potrebbe rivedere la decisione e ascoltare quello che Carlos ha da dire". A dirlo l'avvocato Sandro Clementi, difensore di Ilich Ramirez Sanchez, detto Carlos, interpellato dall'Adnkronos dopo le novità emerse dalla nuova perizia sulla strage di Bologna del 2 agosto 1980. Lo scorso ottobre la Corte d'Assise ha infatti rigettato la richiesta di audizione di Carlos nel processo a carico delll'ex Nar Gilberto Cavallini. "Ora chi ne ha facoltà può decidere di sentire finalemente quello che ha da dire al riguardo", dice ancora il difensore del terrorista all'ergastolo in Francia.

I periti che ieri hanno consegnato la relazione conclusiva tecnico esplosivistica alla Corte di Bologna sulla strage del 2 agosto 1980, nel tentativo di chiarire meglio le circostanze di fatti e luoghi, hanno interessato, attraverso i carabinieri, la Gendarmerie francese nel tentativo di ricevere le perizie esplosivistiche francesi dell'attentato di Carlos alla stazione di Saint Charles e del treno colpito lo stesso giorno, quel 31 dicembre 1983, a Tain-l'Hermitage. I periti infatti, che, finora, non hanno ottenuto risposta, considerano quello di Saint Charles una sorta di attentato ''gemello'' rispetto alla strage alla stazione di Bologna. Una circostanza già messa in luce tredici anni fa dal parlamentare di Alleanza Nazionale, Enzo Fragalà.

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