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Strage famiglia anglo-irachena in Alta Savoia, un fermo dopo diffusione identikit

18 febbraio 2014 | 16.06
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Un uomo di 48 anni, residente in Alta Savoia, è stato fermato dalla polizia francese nel quadro delle indagini sulla strage di Chevaline, nella quale furono uccisi nella loro automobile un ingegnere britannico di origine irachena, la moglie e la suocera, oltre a un ciclista francese di passaggio. Lo riferiscono i media francesi, citando il procuratore di Annecy, Eric Maillot.

Il fermo, al quale potrebbero aggiungersene altri, è avvenuto dopo la diffusione, lo scorso 4 novembre, dell'identikit di un motociclista notato vicino al luogo del delitto, ha riferito Maillot.

La strage, alla quale sopravvissero per miracolo le due figlie piccole di Saad al Hilli e la moglie Iqbal, avvenne il 5 settembre 2012 in una strada isolata delle Alpi francesi. La maggiore delle bambine, sette anni, fu ferita da percosse e colpi d'arma da fuoco, mentre la minore, 4 anni, fu trovata rannicchiata sotto il corpo della madre.

Dopo il fermo dell'uomo, la polizia ha perquisito la sua abitazione, che si trova in un villaggio vicino al luogo del delitto. Descritto come un "montanaro taciturno", l'uomo è un disoccupato, amante delle armi, che non ha alcun "legame diretto" con le vittime della strage, riferiscono i media francesi.

Finora vi era stato un solo arresto nell'ambito delle indagini, quello di Zaid, fratello di Saad, con il quale aveva litigato per motivi di eredità. Ma la polizia britannica, che aveva arrestato Zaid nel giugno 2013, ha deciso in gennaio di non perseguirlo per mancanza di prove.

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