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Strage Brescia, chiesto rinvio a giudizio per Zorzi e Toffaloni

05 ottobre 2022 | 12.46
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Secondo il pm furono loro, ai tempi giovanissimi, gli esecutori materiali dell'attentato che nel 1974 costò la vita a 8 persone

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Piazza della Loggia nel giorno della strage (Fotogramma)

A distanza di 48 anni dalla bomba che in piazza della Loggia, a Brescia, il 28 maggio 1974 uccise 8 persone e ne ferì 102, la procura ha chiesto il rinvio a giudizio per concorso in strage per quelli che ritiene gli esecutori materiali dell’attentato, Marco Toffaloni e Roberto Zorzi.

Toffaloni e Zorzi, entrambi veronesi, giovanissimi all’epoca dei fatti - il primo era ancora minorenne, il secondo appena maggiorenne - gravitavano nell'orbita della formazione di destra eversiva di Ordine Nuovo. Toffaloni, per cui è competente il tribunale dei minori, sarebbe ritratto in una fotografia scattata in piazza della Loggia subito dopo la strage. Lo avrebbe confermato la perizia antropometrica sull’immagine, di cui si sono avvalsi gli inquirenti. I due vivono entrambi all’estero: Toffaloni in Svizzera, Zorzi negli Stati Uniti.

Abbiamo degli elementi di carattere testimoniale che fanno ritenere i due imputati presenti e protagonisti nei giorni della strage”, ha detto l’aggiunto della procura di Brescia, Silvio Bonfigli, nella conferenza stampa convocata insieme alla procura presso il tribunale dei minori per annunciare la richiesta di rinvio a giudizio di Marco Toffaloni e Roberto Zorzi, ritenuti dagli inquirenti gli esecutori materiali della strage di piazza della Loggia.

Il loro è stato definito dal procuratore di Brescia Francesco Prete un “concorso anomalo, perché il fatto li vede concorrenti, il processo no”, dal momento che per Toffaloni è competente il tribunale dei minori.

Le due procure però hanno proceduto insieme, emettendo “contemporaneamente l’avviso di conclusione indagini, notificato per Toffaloni anche in Svizzera e ora la richiesta di rinvio a giudizio”, ha detto la procuratrice per i minorenni di Brescia, Giuliana Tondina.

Quello che ha portato oggi alla richiesta di rinvio a giudizio come esecutori materiali della strage di piazza della Loggia è un procedimento "enorme per mole di atti", ha detto Bonfigli, sottolineando il "grandissimo sforzo per chiudere quest’ultima branca del lungo procedimento".

Ad allungare i tempi "non solo la peculiarità di avere due imputati di dimensioni differenti" ma anche "la difficoltà di operare le notifiche a due imputati che si trovano all’estero, che ha comportato dei rallentamenti". Toffaloni, infatti, risiede in Svizzera e ha cittadinanza elvetica; Zorzi alleva cani doberman negli Stati Uniti e ha cittadinanza americana.

E stata proprio la difficoltà a notificare i provvedimenti ai due indagati - hanno spiegato gli inquirenti - la ragione per cui le richieste di rinvio a giudizio arrivano mesi dopo la chiusura indagini, a fine 2021. Un lasso di tempo in cui non c’è stata ulteriore attività istruttoria.

La dimensione del fascicolo potrebbe rallentare anche le fasi successive del procedimento. "Ci sarà la difficoltà di estrapolare da una mole enorme di atti quelli che riguardano le due posizioni che saranno valutate dalla corte", ha detto Bonfigli, che non si aspetta che l’udienza preliminare si celebri prima di sei mesi, "perché i giudici dovranno esaminare tante carte. Però abbiamo aspettato tanti anni, potremo aspettare altri sei mesi per l’udienza preliminare". A cui, "se ci sarà", seguirà "un processo lungo", ha detto l’aggiunto.

Non risulta che dall’indagine possano scaturire altre richieste di rinvio a giudizio, oltre a quelle di Toffaloni e Zorzi. "Per la procura minorenni non c’è null’altro", ha fatto sapere la procuratrice minorile di Brescia, Giuliana Tondina. "Anche per noi - ha aggiunto Bonfigli - le posizioni sono piuttosto definite, anche perché il tempo qua ha fatto la sua parte e molti protagonisti" sono nel frattempo morti.

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