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Stragi: Cassazione, su piazza Loggia indizi sviliti ma non c'e' invito a revisione

15 aprile 2014 | 17.09
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A carico dell'ex Ordinovista Carlo Maria Maggi "vi sono moltissimi indizi che paiono essere convergenti verso un suo ruolo determinante nell'organizzazione della strage, mentre non sembra esservi un'ipotesi alternativa a quella accusatoria che possa fare da filo conduttore per tutti gli indizi enumerati". La Cassazione, nelle motivazioni con le quali spiega il perchè lo scorso 21 febbraio, a distanza di quarant'anni dai fatti, ha disposto un nuovo esame sulla strage di piazza della Loggia, avvenuta a Brescia il 28 maggio 1974 (otto morti e un centinaio di feriti), chiarisce che "questa sentenza non è una pronuncia di colpevolezza nè un invito alla revisione dell'esito assolutorio, bensì rappresenta uno stimolo ad una nuova valutazione - emendata degli errori riscontrati - degli elementi probatori alla luce delle indicazioni fornite" da piazza Cavour.

Fatta questa premessa, la Quinta sezione penale, nelle 84 pagine di motivazioni, spiega che la Corte d'appello, con la sua sentenza di assoluzione degli imputati, "ha svilito ed annullato la portata probatoria dell'indizio, non tenendo conto che è per sua stessa natura che esso non consente, da solo, di risalire con certezza al fatto che si vuole accertare". In particolare la Cassazione, analizzando la posizione di Carlo Maria Maggi, secondo l'accusa il 'deus ex machina' della strage, ritiene che "il fatto che Maggi propugnasse l'utilizzo dell'attentato come mezzo di lotta non può certo costruire la prova, come dice la Corte, che egli avesse organizzato la strage di Brescia, ma è certo un indizio che corrobora un quadro probatorio già fortemente orientato verso una sua diretta responsabilità nell'attentato: il problema è sempre lo stesso - scrive la Suprema Corte, lamentandolo in tutta la sentenza - la valutazione isolata di ogni singolo indizio". (segue)

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