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Stragi: familiari vittime piazza Loggia, nuova sentenza ma mai piu' dubbi

20 febbraio 2014 | 18.16
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A distanza di 40 anni dalla strage di piazza della Loggia, il fattore tempo non è più importante. Anzi, va bene pure aggiungere più tempo "l'importante è non avere sentenze che lasciano dubbi". Manlio Milani, presidente dell'associazione sopravvissuti e caduti della strage avvenuta a Brescia il 28 maggio 1974, chiede "un contributo di chiarezza" alla Corte di Cassazione chiamata a decidere a distanza di 40 anni dai fatti se confermare o meno la sentenza della Corte d'Assise d'Appello di Brescia del 14 aprile 2012 che ha assolto i quattro imputati dall'accusa di strage.

"Chiediamo un contributo di chiarezza -spiega Milani che nella strage ha perso la moglie Livia Bottardi- e a questo punto non ci importa che passi altro tempo. L'importante è non avere sentenze che lascino dubbi". In particolare, il presidente dell'associazione sottolinea che la loro costituzione di parte civile è fatta particolarmente contro Carlo Maria Maggi, il medico leader di Ordine nuovo che secondo l'accusa avrebbe ideato gli attentati. "La verità -afferma ancora Milani- è che il tempo sta sempre più intrecciando la verità storica con quella processuale ma che sulla strage ci siano stati depistaggi e che la responsabilità sia da riferire all'ala di estrema destra sono concetti assolutamente assodati".

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