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Stretta sulle scorte

08 luglio 2019 | 09.41
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Salvini firma nuova direttiva. In un anno 49 dispositivi in meno, Lazio la regione con più "tagli". Aumentano i giornalisti, diminuiscono i politici.

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(Fotogramma)

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha firmato una nuova direttiva sulle scorte. Il provvedimento, spiega il Viminale, mira a razionalizzare le misure di protezione esistenti e a fornire criteri più stringenti per un’analisi rigorosa delle situazioni che richiedono le tutele personali.

"Siamo impegnati per garantire la massima tutela per chi è davvero a rischio - afferma Salvini - ma siamo determinati a recuperare centinaia di donne e uomini delle Forze dell’Ordine per assicurare la sicurezza a tutti gli altri cittadini". L'obiettivo è "rendere più efficiente il servizio sia per personale impiegato che per risorse utilizzate. Competenti a decidere sulle scorte sono appositi uffici all'esito dei riscontri informativi. Si tratta di atti amministrativi e non politici".

Al 1° giugno 2018, prosegue il Viminale, le misure per le tutele personali ammontavano a 618, con l'impiego di 2.218 donne e uomini delle forze di polizia, oltre a circa 230 agenti utilizzati per le cosiddette vigilanze fisse ad abitazioni e luoghi di lavoro, 434 le auto blindate fornite, 266 le vetture non specializzate.

Esattamente un anno dopo al 1° giugno 2019, all’esito di un primo intervento che ha portato ad una razionalizzazione dell’esistente, le misure di sicurezza sono 569 con un calo di circa il 9% del numero di agenti utilizzati sia per le scorte personali che per le vigilanze fisse. Per l’esattezza 2.015 le unità delle forze di polizia impiegate (203 in meno rispetto a dodici mesi prima), oltre a 211 per le vigilanze fisse, 404 le vetture blindate e 234 le non specializzate.

Le categorie maggiormente tutelate: magistrati, imprenditori e diplomatici, oltre a politici, giornalisti e alti dirigenti dello Stato. In particolare, al primo giugno 2018 risultavano protetti 274 magistrati, 82 politici, 45 imprenditori e 28 diplomatici. Dopo un anno il numero dei magistrati tutelati non ha subìto variazioni, i politici sono scesi a 58, gli imprenditori a 32 e i diplomatici a 27.

I NUMERI - Aumentano i giornalisti sotto scorta mentre diminuiscono i politici. Stabili i magistrati e i religiosi. Al primo giugno 2019 i giornalisti scortati sono 22 a fronte dei 18 dello scorso anno, i politici 58 rispetto agli 82 del 2018; stabili i 274 magistrati protetti così come gli 11 religiosi. In calo anche gli imprenditori sotto scorta: 32 rispetto ai 45 dello scorso anno.

Lieve il gap, invece, nelle altre categorie: tra le altre quella dei familiari dei collaboratori di giustizia, 6 quelli che dal primo giugno scorso si sono ritrovati senza protezione (1 nel 2019, erano 7 nel 2018); 10, poi, gli ex testimoni di giustizia che lo scorso anno godevano della tutela, cinque in meno rispetto al 2019.

E' il Lazio la regione dove si abbatte con più violenza la scure del Viminale. Qui, ancor più che nel "solito" Meridione, secondo i dati del Ministero dell'Interno, il taglio delle scorte è evidente con 173 personaggi protetti contro i 209 dello scorso anno: 36 quelli che dal primo giugno scorso hanno iniziato una nuova vita da "non protetti". A seguire la Sicilia, dove quest'anno sono in 124 a godere della vigilanza rispetto ai 142 del 2018. Due persone in più, invece, in Lombardia (40 sui 38 dello scorso anno) e in Campania (70 sui 68 del 2018). Due in meno, invece, in Calabria (67 rispetto ai 69 dello scorso anno).

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