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Stromboli, dove la vacanza è 'esplosiva'

29 luglio 2015 | 14.43
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Un faro naturale in mezzo al Mediterraneo, un'isola affasciante dove la natura comanda ancora sull'uomo. E' Stromboli, cuore pulsante delle Eolie, isola e vulcano attivo dove il rosso del magma a ore alterne cola come da una ferita nel versante nord fino a spegnersi nel blu profondo del mare. Nelle stradine strette che attraversano l'isola le Ape hanno rimpiazzato i muli ma le stelle l'hanno spuntata sulla luce elettrica: la sera qui si cammina con le torce "per non offuscare il bagliore magico del cielo", dicono gli isolani che hanno bocciato a maggioranza l'istallazione dei lampioni.

Dal porticciolo, accanto alla lunga spiaggia di sabbia nera, centinaia di barchette di legno colorate sono sempre pronte a partire per accompagnare i turisti sotto la Sciara del fuoco, il pendio ripido e nero dove il vulcano riversa i suoi rigurgiti di lava dopo regalando uno spettacolo che difficilmente si dimentica.

Iddu, il vulcano - Splendore e minaccia, padre e padrone Iddu, come lo chiamano qua, è emerso dal mare 200mila anni fa creando quello che è oggi l'isolotto di Strombolicchio. "Ma l'isola di Stromboli come la conosciamo oggi, una montagna a forma di cono la cui cima arriva a 924 metri - dice all'Adnkronos Marco Neri, vulcanologo e primo ricercatore dell'INGV - emerse dalle acque all'incirca 100mila anni dopo". Attivo da sempre, a memoria d'uomo, Iddu, era conosciuto nell'antichità anche come 'Faro del Tirreno'. "Il fuoco delle sue eruzioni costanti (fenomeno definito in vulcanologia proprio con il nome di 'attività stromboliana') - racconta Neri - rappresentava un punto di riferimento sicuro per i naviganti". Ed è proprio questa attività quotidiana, con lapilli e lava incandescente che si riversa sulla Sciara del fuoco, a far sì che le esplosioni del vulcano non rappresentino quasi mai una minaccia per l'isola. "I vulcanologi - spiega il ricercatore - entrano in allarme proprio quando Iddu tace. E questo perché sappiamo che alla ripresa dell'attività eruttiva l'esplosione sarà più forte".

Ma negli ultimi cento anni solo tre volte lo Stromboli ha fatto paura ai suoi abitanti. "Nel 1919, nel 1930 quando la maggior parte della popolazione decise di abbandonare definitivamente l'isola dopo la maxi eruzione che causò vittime tra gli abitanti rompendo il rapporto fiduciario che li legava al vulcano, e nel 2003 quando una parte della sciara del fuoco franò in mare provocando un piccolo tsunami che arrivò a lambire le lontane coste del porto di Milazzo". Proprio dal 2003 però lo "Stromboli è tra i vulcani più monitorati al mondo con strumenti sofisticatissimi e interconnessi. C'è un centro operativo sull'isola con strumenti di rilevazione da mare, da satellite e da terra che fanno rimbalzare i dati all'INGV di Catania e di Roma. Davanti alla sciara del fuoco, ad esempio, - riferisce Neri - c'è un ondometro, ovvero una boa in grado di rilevare il formarsi di onde anomale e segnalarle per tempo mediante un sistema sonoro di allarme. Se le sirene cominciano a suonare, la popolazione sa come muoversi mettendosi al riparo in zone interne dell'isola individuate e segnalate dalla Protezione Civile. Ma a tenere sotto controllo il vulcano c'è anche il sistema Sar che monitora la sciara radiografandola ogni 15 minuti per rilevarne ogni minima variazione".

Bergman, Rossellini e altri amori - Ad ardere a Stromboli non è solo la lava del vulcano. Il fuoco di grandi passioni ha visto spesso l'isola fare da sfondo. La più celebre love story è senz'altro quella sbocciata nel 1948 tra Ingrid Bergman e Roberto Rossellini, sbarcati sull'isola per girare quello che divenne poi un capolavoro del neorealismo: 'Stromboli terra di Dio'. Tra un ciack e l'altro il regista, all'epoca legato ad Anna Magnani, si innamorò ricambiato della bellissima e sposata attrice svedese scatenando clamore e polemiche ma soprattutto le ire della pasionaria Nannarella che in segno di rivalsa girò, proprio nello stesso periodo, sulla vicina Vulcano, l'omonimo film diretto da William Dieterle.

Ma all'ombra di Iddu si sono rifugiate anche altre coppie celebri. Gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana qui sono di casa. Nella loro lussuosa villa comprata sull'isola hanno trascorso più di un'estate ospitando star come Madonna e Naomi Campbell e organizzando feste memorabili che alle volte hanno finito per disturbare la quiete di un'altra coppia illustre habitué dell'isola: quella composta dal Presidente Giorgio Napolitano e sua moglie Clio che, ospiti di vecchi amici in una villa accanto a quella degli stilisti, hanno più volte trascorso qui le vacanze. Ultima coppia 'stregata' da Stromboli, quella formata dal compositore Mauro Sabbione (ex Mattia Bazar e Litfiba) e Simona Greco che la settimana scorsa si sono uniti in matrimonio proprio a Stromboli.

Stomboli al cinema - Meno 'mondana' di Panarea Stromboli ha più volte conquistato il mondo del cinema sia come luogo di vacanza, sia come location e quasi sempre anche 'personaggio' di diversi film. Il primo fu proprio Rossellini che da pioniere la immortalò in 'Stromboli terra di Dio'.

Anni dopo anche Nanni Moretti ne mostrò l'anima sul grande schermo in una parte nell'episodio 'Isole' all'interno del film 'Caro diario' con cui il regista vinse la Palma d'oro a Cannes nel 1994.

Locatione e personaggio insieme a Luca Zingaretti, Stromboli lo è stata anche nel più recente film diretto da Simona Izzo 'Tutte le donne della mia vita' dove lo chef-dongiovanni proprio grazie all'isola ritrova le sue radici e il suo equilibrio

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