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Sport: studentesse con media del 9 e campionesse, premiate da Bracco

24 febbraio 2015 | 17.15
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La terza edizione del concorso Donna Sport vinto da cinque ragazze con la media almeno del 9 e con risultati sportivi di alto livello. Prima classificata Ayomide Folorunso, diciottenne parmense con la media del 9,6 e campionessa di atletica leggera.

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La premiazione di Donna Sport stamani a Milano.

Giovani, bravissime a scuola e anche nello sport. Cinque studentesse che eccellono sia negli studi che nell'attività sportiva sono state premiate oggi a Milano nella terza edizione del concorso nazionale "Donna Sport - L'atleta più brava a scuola", promosso dal gruppo Bracco e dedicato alle giovani della scuola media superiore che riescono a portare avanti gli studi con una media elevata e con un brillante curriculum sportivo. Il concorso punta a valorizzare la donna in ambito sportivo, diffondendo tra le giovani il valore dello sport come strumento di crescita personale.

La prima classificata è Ayomide Folorunso di Parma, 18 anni, media scolastica del 9,6 al Liceo Scientifico e campionessa di atletica leggera (vuole iscriversi a Medicina e diventare chirurga pediatrica); seguono Elisabetta Maffioli di Viareggio, 18 anni, media del 9,4 al Liceo Scientifico e campionessa di kayak; Sofia Bettini di Bologna (pattinaggio artistico a rotelle); Alessia Baldi, quattrocentista e non solo, maturità classica con il massimo dei voti e ora studentessa di Matematica a Firenze e Jessica Babini, di Ancona, karateka reduce dai Mondiali di Stettino, in Polonia.

I premi sono tablet e buoni per acquistare libri. Per avere buoni risultati sia sui libri che in pista "ci vogliono impegno, determinazione e tanta voglia di fare, ma anche un pizzico di fortuna - dice Ayomide Folorunso - sono molto credente e mi aiuta pregare, per concentrarmi sia nello studio che nello sport. Questa è la mia 'ricettina'".

Per la presidente e ad di Bracco, Diana Bracco, "il mondo è fatto di chi va avanti. Seguite il vostro futuro", ha detto alle studentesse. Per il vicepresidente ed ex capitano dell'Inter Javier Zanetti, sport agonistico e studio "sono due cose fondamentali, perché lo sport fa parte di un percorso di educazione. Bisogna fare dei sacrifici, però poi alla fine arrivano i risultati".

Avendo tanta passione per il calcio - prosegue l'ex capitano nerazzurro, attivo nel sociale tramite la Fondazione Pupi - sapevo che prima dovevo studiare e dopo potevo dedicarmi a quella che poi è diventata la mia professione". Diana Bracco ha spiegato che il gruppo "ha iniziato questa gara che si svolge ormai da anni insieme alla Regione Lombardia, al Coni, al Comune, perché siamo consce che l'importanza delle giovani atlete sta crescendo, sia come numero che come qualità".

"Abbiamo notato - continua la Bracco - come queste giovani eccezionali riescano a far convivere e a conciliare l'impegno nella scuola e nello sport. Hanno tutte risultati scolastici eccezionali, con medie superiori al nove, e ottimi risultati atletici, che significano capacità di allenarsi, di non perdere concentrazione, di non deprimersi , più ancora che a scuola. Trovo che queste siano persone emblematiche dell'Italia che vogliamo".

Il concorso Donna Sport, giunto alla sua terza edizione, ha visto la partecipazione in questa tornata di 269 ragazze (92 in più dell'edizione precedente), che praticano 35 discipline sportive diverse (l'atletica leggera fa la parte del leone, seguita a distanza dal pattinaggio a rotelle, dal canottaggio, dal ciclismo e dal golf).

La votazione media delle ragazze, che hanno un'età media di 16,3 anni, è di 8,61. Vengono da 72 province diverse, a partire dalla provincia di Milano per il Nord Italia, da quella di Roma per il Centro e da quella di Bari per il Sud. Alla premiazione ha partecipato anche la tennista Alice Moroni, classe 1991, che ha raccontato di aver lasciato gli studi a 15 anni gli studi, per dedicarsi completamente alla racchetta.

"Quando sono arrivata agli Internazionali di Roma - ha detto la Moroni - che per me erano un sogno, ho sentito che mi mancava qualcosa e sono tornata a studiare, pur tra molte difficoltà. Ho terminato il Liceo Linguistico e mi sono iscritta a Scienze Motorie". Conciliare l'attività agonistica con lo studio non è sempre facile, anche perché gli insegnanti non sempre sono disposti a tollerare assenze e ritardi, anche se dai racconti delle ragazze la situazione sotto questo profilo sembra mostrare qualche miglioramento.

"La nostra iniziativa - conclude Diana Bracco - ha sfatato il luogo comune che studio e sport non sono compatibili. Le tante partecipanti e soprattutto le vincitrici hanno dimostrato che questo legame, più che possibile, è davvero un binomio vincente".

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