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Nigeria: un anno fa sequestro studentesse, appello Malala per liberazione

13 aprile 2015 | 15.30
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Un anno fa il sequestro. Lettera aperta della giovane pakistana Premio Nobel per la Pace. "Leader nigeriani e comunità internazionale non hanno fatto abbastanza per aiutarvi".

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(Foto Afp)

"Secondo me, i leader della Nigeria e la comunità internazionale non hanno fatto abbastanza per aiutarvi". Così scrive Malala Yousafzai in una lettera aperta che intende simbolicamente raggiungere le 219 studentesse rapite in Nigeria nel 2014 in un attacco di Boko Haram contro il dormitorio di una scuola di Chibok, nel nordest del Paese africano.

Domani sarà passato esattamente un anno dal sequestro e la giovane pakistana, sopravvissuta nel 2012 a un tentativo di omicidio da parte dei Talebani e premiata con il Nobel per la Pace per il suo impegno a favore dell'istruzione femminile, si rivolge alle studentesse dicendo: "Siete le mie eroine".

Malala, come riportano i media pakistani, fa appello ai leader della Nigeria e alla comunità internazionale a "fare di più per contribuire a ottenere il vostro rilascio" e nel suo "messaggio di solidarietà e speranza" scrive di essere "tra le molte persone che stanno facendo pressioni" sui responsabili nigeriani e sulla comunità internazionale "per la vostra liberazione". Malala ha lasciato il Pakistan dopo l'attacco e ora vive a Birmingham.

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